In pericolo le produzioni di grano per il 2009

Crisi della cerealicoltura: in pericolo le produzioni del 2009. Foto di John-MorganAltra batosta per i coltivatori di grano duro che hanno visto una drastica riduzione di prezzo: da gennaio ad oggi c'è stata una riduzione del 54% che è quindi passato da 0,50 a 0,23 €/kg. Questo fatto che potrebbe essere anche visto positivamente da tv e media in genere invece risulta essere gravoso per chi di questo lavoro ci vive e si vede continuamente in balia dei prezzi imposti dalla borsa merci.

Il problema è riconducibile al fatto che, mentre il costo di produzione è aumentato del 21% e quello dei concimi del 63%, il prezzo del bene finale si è notevolmente ridotto con perdite significative per l'agricoltore. Ora la Cia chiede la realizzazione di un patto di filiera che possa premiare in maniera equa ed adeguata l'imprenditoria agricola. Negli ultimi 20 anni, riprende la nota della stessa confederazione italiana agricoltori, le aree a grano duro si sono ridotte di 200 mila ettari.

Insomma, dopo la crisi produttiva che consentirebbe di coprire i fabbisogni di pane e pasta per soli 7 mesi, ora un'altra doccia fredda che potrebbe avere conseguenze importanti sulla cerealicoltura italiana già a partire dal 2009. Le cose sono due: o stanno eccessivamente enfatizzando il problema oppure il settore primario sta effettivamente per affondare (dopo anni di lamentele inascoltate o quasi) e verosimilmente questo porterà dietro anche gli altri settori.

Via | Cia - Confederazione italiana agricoltori
Foto | John-Morgan

Nota: c'è un problema con il link sul sito Cia. Segnalo quest'altro link ad Agricoltura on web (necessaria la registrazione)

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