Nel ventre di Napoli: solo rifiuti

Cimitero delle fontanelle, nel sottosuolo napoletanoLa notizia dei giorni scorsi del ventre di Napoli ricolmo di zozzerie di ogni genere ha fatto il giro dei Tg. Noi a Napoli lo sapevamo già. Ma da 400 anni. A scorrere le pagine di cronaca dei giornali napoletani, da almeno 200 anni a questa parte si leggono di tutti i ritrovamenti, voragini, allagamenti, soprusi, maltrattamenti subiti dalla Napoli sotterranea.

Scrive Positano news:

Gli speleologi della Protezione civile si sono calati nella Napoli sotterranea, vasta un milione di metri cubi e con un acquedotto ridotto a pattumiera. Se qualcuno aveva mugugnato sulle misure restrittive nei confronti di chi inquina l´ambiente, adesso è servito. Quelle stalattiti, allungatesi per cinquant´anni sotto una delle piazze storiche più amate dai napoletani, gridano vendetta. Inquinato è anche il sottosuolo di Chiaia, il quartiere dei vip come pure il proletario Montecalvario. Sono passati una mezza dozzina di viceré, amministrazioni democristiane e socialiste, comuniste ma mai nessuno ha messo mano al sottosuolo di Napoli.


Il ventre di Napoli, però, è anche ricco di bellezze e di ricchezze: il cimitero delle fontanelle, le catacombe, le mura greche.

Infatti Napoli è una città particolare: non solo si estende in superficie, ma si estende sopratutto nel sottosuolo. Di questa particolare conformazione e della storia dei rifiuti sotterranei, dei liquami e delle schifezze che il ventre partenopeo racchiude, ne ho parlato con un caro amico prima, collega poi e esperto del sottosuolo che è Antonio Piedimonte, giornalista, che ha pubblicato Napoli Sotterranea (Ed. IntraMoenia), ma che ha al suo attivo altri libri che riguardano il medesimo argomento.
Ecco il breve riassunto della nostra telefonata:
D.: Ciao Antonio, tu che conosci il sottosuolo di Napoli come le tue tasche, mi confermi, che la notizia che vi siano tra i suoi meandri cumuli di rifiuti, non è una novità?

R.: Si hanno testimonianze dell'uso di queste cavità come di zone in cui rilasciare ogni genere di rifiuti già dal 1600. Poi il sottosuolo è sempre stato maltrattato: hanno estratto materiale tufaceo, sversato liquami, rilasciato veleni di ogni sorta. Un periodo pesante da questo punto di vista, si è avuto dopo la II Guerra Mondiale. Ma non si è mai smesso, in realtà, di abusare del sottosuolo di Napoli.

D.: E non si è mai intervenuto per bonificarlo...

R.: No, che mi risulti. Si sono succeduti diversi enti, Commissariati di Governo, credo che uno sia ancora attivo. Ma a questo punto è necessario che intervenga la Magistratura, che si faccia chiarezza una volta per tutte sulle inadempienze e sulle responsabilità. Consideriamo inoltre che il sottosuolo napoletano, l'immediato sottosuolo quello appena al di sotto dell'asfalto causa notevoli problemi alla vita civile. Basta una pioggia che Napoli si allaga, si aprono voragini. Non c'è una sua manutenzione nè ordinaria né straordinaria: tombini, fogne, fognature tutto è lasciato a se stesso.

D.:Secondo te perché il Sottosegretario Bertolaso ha tirato fuori dal cilindro questa situazione e l'ha data in pasto ai media?

R.:Bè se mi cheidi del sottosuolo so cosa risponderti. Su questo non saprei cosa dire. Di certo queste cose devono venire fuori, si deve denunciare e va bene che se ne parli. Fa parte di un modo del Sottosegretario Bertolaso di affrontare questa emergenza rifiuti a 360 gradi, andando a controllare il territorio in tutte le sue parti. Bene fa a dirlo e a mostrare cosa ha trovato. Anche il Premier Berlusconi, che sta dando parecchia attenzione a Napoli e al suo territorio, deve continuare in questa direzione e intrervenire commissariando quanti non fanno, o hanno fatto nulla, rispetto alla gestione dei rifiuti.

Foto | Flickr

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