Crisi economica: la protesta silenziosa del Signor Agostino che regala verdure

Le verdure del Signor Agostino

Il signor Agostino è venuto a casa mia domenica scorsa e mi ha portato la bella casetta di verdure che vedete nella foto: due lattughe, due cavolfiori, due finocchi, una scarola molto grande. Il Signor Agostino è il mio dirimpettaio nella masseria in cui vivo. Lui di mestiere fa il contadino e è proprietario di diversi ettari di terreno qui ad Acerra.

Ha un trattore e una specie di trebbiatrice con cui raccoglie le patate. Questa estate ha lavorato solo quelle e in settembre me ne ha regalate due cassette, di quelle rosse, buonissime che fritte erano uno spettacolo.

All'inizio non avevo capito il motivo di tutti questi regali. Pensavo ad una forma di cortesia. Invece ho scoperto che è una forma di protesta: silenziosa, solitaria, educata. E allora ho deciso di far conoscere la storia del signor Agostino, coltivatore diretto di Acerra.

Le patate questo settembre gliele hanno pagate 5 centesimi al chilo che fa 5005 euro al quintale, che non coprono neanche le spese di semina e coltivazione. La scusa dei mercanti è stata: " Acerra ha una cattiva nomea e dunque queste patate facciamo fatica a piazzarle sui mercati". Ma poi, mi ha raccontato il Signor Agostino, che ai mercanti basta cambiare l'etichetta di provenienza et voilà che le verdure arrivano nella filiera della Gdo, non più dalla Campania ma che ne so? dalla Puglia.

Le piantine di insalata che ha piantato qualche mese fa le ha pagate 0,25 cent. l'una. I mercanti gliele volevano pagare 5 cent al chilo. Lui ne ha prese un po' da regalare e il resto le ha interrate. Faranno concime. Idem per i finocchi: piantine a 0,25 cent, offerta dei mercanti a 4cent al chilo. Così anche per le scarole, mentre le patate, mi ha detto che le ha vendute ricavando la copertura delle spese.

Gli ho chiesto come mai non diventa anche lui un Farmers Market. La sua risposta mi ha fatto piombare con i piedi per terra, placidamente mi ha detto: "E la camorra dove la mettiamo?".

Mi ha spiegato, poi, che lui non è un uomo che manca di iniziativa. Si è presentato a diversi ipermercati proponendo direttamente la sue verdure.

Ma i direttori gli hanno risposto che loro acquistano solo dagli intermediari, perché le verdure, gli ortaggi e la frutta vanno prima trattati, puliti e confezionati (magari con belle vaschette di plastica e incellophanati a dovere). E così dai 5 centesimi di partenza si arriva a pagare un chilo di patate, in uno di questi ipermercati, anche 2 euro al chilo.

Così, domenica mattina ho avuto davanti il desolato quadro dell'agricoltura e in specie di quella meridionale, in cui il contadino che meriterebbe rispetto, perché è grazie a lui che mangiamo, viene maltrattato e vilipeso.

Mi ha detto il signor Agostino che a lui oramai non importa più un granché: i suoi figli hanno studiato e preso strade diverse e nessuno lavora la terra. Oramai aspetta solo la pensione e venderà il suo terreno e lascerà per sé per la sua passione solo un piccolo orticello. Io volevo piangere.

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