Roma: tre mesi di carcere per aver ucciso un gatto

Abbandono animaliL'abbandono degli animali è da sempre una vera piaga sociale. Tempi duri però per chi è abitudinario a questi comportamenti, infatti secondo le nuove leggi si potrebbe addirittura rischiare il carcere. Proprio per un caso di questo tipo, il Tribunale Penale di Roma ha inflitto ad una persona una condanna di tre mesi di reclusione (oltre che una pena pecuniaria) per "uccisione di animale" ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale.

Secondo l'organo giudiziario l'uomo condannato è stato ritenuto colpevole di aver permesso che il gatto di sua proprietà morisse, dopo averlo abbandonato durante il periodo estivo senza cibo e acqua. L'avvenimento sarebbe accaduto nel 2005 e a riferirlo è la Lega antivivisezione. All'epoca dei fatti i vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, chiamarono il proprietario chiedendo spiegazioni.

L’uomo dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi dell'animale. Il gatto, trovato dalle forze dell'ordine che entrarono nell'appartamento, morì pochi giorni dopo a causa dell'estrema disidratazione.

Secondo Gianluca Felicetti, presidente della Lav, questa condanna, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale (introdotta nel 2004 dalla legge 189) in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, è importante e apre nuovi scenari su questi comportamenti irresponsabili. E voi, al di là dei dovuti paragoni con altre condanne, cosa pensate di questo singolare caso?

Via | Lastampa.it
Foto | Flickr

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