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Agricoltura

Quote latte, concesso l’aumento del 6%, ma l’Europa le farà sparire nel 2015

Non so se davvero si possa parlare di vittoria storica riguardo l’aumento delle quote latte di 600mila tonnellate. La riunione che si è tenuta a Bruxelles martedì e mercoledì scorso e che ha visto l’annuncio trionfalistico del Ministro Zaia dell’ottenimento dell’aumento delle quote latte, ha riguardato l’health-Check della PAC, cioè di una sorta di bilancio sullo stato di salute della Politica Agricola Europea per capire e stabilire quali dovessero essere i nuovi criteri da adottare al fine di rendere il settore competitivo in un momento economico così delicato.

Dell’health-check quasi nessuno ne ha parlato ma tutti hanno strombazzato le affermazioni del Ministro Zaia che dalle pagine del sito del Ministero delle politiche agricole dice:

Oggi è una giornata storica perché finalmente possiamo dire che l’Italia, dopo 24 anni, ha riconquistato il ruolo che le spetta in Europa. L’esito di questa lunga maratona negoziale è il risultato più evidente del grande lavoro diplomatico che il nostro Paese ha saputo fare in sede comunitaria e la soddisfazione più grande per me, che fin dall’inizio non ho voluto delegare nessun funzionario a rappresentarmi in Europa, come accadeva in passato, ma che ho scelto di trasformare Bruxelles nella mia seconda casa.


L’aumento delle quote latte all’Italia però fa parte della nuova politica agricola dell’Europa. Intanto, la Commissaria Fisher-Boel ha imposto patti chiari: se i produttori sforano del 6% la produzione di latte pagheranno una multa 150 volte superiore quella fissata precedentemente e poi le quote latte scompariranno nel 2015.

Zaia canta vittoria perché sostiene che agli altri Paesi europei è stato concesso l’aumento dell’1% all’anno per cinque anni, mentre all’Italia è stato dato il 6% subito. Ma sarebbe stato folle dare anche agli altri paesi un 6% per il semplice fatto che le loro quote sono tutte più alte di quelle italiane e dunque saremmo arrivati all’appuntamento del 2015 con un debito di latte notevole.

Per quanto riguarda la questione tabacco, l’Europa ha negato aiuti ai nostri produttori (in totale lavorano nella produzione del tabacco 8 Stati membri e 10mila operatori) e anzi auspica una progressiva dismissione di questa coltura. Dunque Zaia ha incassato il no della Commissaria Fisher-Boel e dichiara dal sito del Ministero:

Per quanto riguarda il settore del tabacco la questione è solo temporaneamente conclusa.

Ma non si capisce come rimediare, anche perché tra le rogne agricole italiane c’è anche la questione della chiusura degli zuccherifici e riconvertiti alla produzione di biomasse.

Via | Politiche agricole
Foto | Flickr
»La politica agricola comune alla portata di tutti

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