Riciclo rifiuti: non ne raccogliamo abbastanza e li importiamo dall'estero

Nel video che vi segnalo sopra vedete la "geniale" trovata dei netturbini napoletani: per smaltire prima la differenziata la piazzano assieme al resto dei rifiuti così che poi si potranno compattare nelle famose "ecoballe" in cui si trova di tutto tranne che eco.

A Napoli si dice: " o' pesce fete da capa" ossia il pesce puzza dalla testa, e cioè queste iniziative certamente non sono prese autonomamente, ma c'è sempre una responsabilità, qualcuno che sa, qualcuno che ordina. Fatto sta che l'Italia ha fame di rifiuti da riciclare tanto da doverne acquistare all'estero per reimmetterli nel circuito industriale e produttivo come materie prime.

Il quadro (e la denuncia) sullo stato di smaltimento dei rifiuti in Italia lo dipinge il dossier Economia del recupero, redatto da Fise-Unire (Federazione imprese di servizi- Unione Nazionale Imprese Recupero) che in pratica dice:

Il mercato del riciclo produce ogni anno 35 milioni di tonnellate di materiali recuperati sostitutivi delle materie prime vergini e di cui, in particolare: 20 sono costituiti da metalli, 5,5 da carta e cartone, 4,8 da legno, 1,8 da vetro e 1,3 da plastica. I recuperatori privati agiscono su un quantitativo di rifiuti raccolti di oltre 23 milioni di tonnellate.

Buone notizie? Affatto nel 2007 l'Italia si conferma Paese importatore di materie seconde riciclabili. Tranne che per la carta che da qualche anno fa registrare un esportazione del macero raccolto.

Dice il rapporto:

I quantitativi di rifiuti avviati a recupero sono, infatti, ancora superiori al totale della raccolta differenziata in quasi tutti i settori industriali; discorso a parte vale per la carta, comparto in cui da qualche anno si registra un’esportazione del macero raccolto.

Grazie per la segnalazione del video a Fabio A.

Via | Borsarifiuti

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