Pesca, L'ICCAT non salva il tonno rosso

Tonno rossoQualche giorno fa abbiamo parlato a proposito del "Convegno sul Tonno Rosso" che si è tenuto a Marrakech (Marocco), illustrando le posizioni di alcuni degli Stati interessati alla questione, le richieste delle associazioni ecologiste e la valutazione dei possibili scenari che si sarebbero potuti delineare a seguito di questo importante incontro.

Ora, conclusosi l'appuntamento, illustreremo quali conclusioni sono emerse dal convegno, cercando di tracciare il quadro della situazione delineatosi. Le decisioni hanno accontentato più le richieste del settore pesca dei diversi Stati interessati alla questione che non quelle delle associazioni ecologiste.

In sostanza i 46 Stati membri della ICCAT hanno approvato (ad eccezione della Libia) un pacchetto pesca che limita a 22.500 tonnellate il massimo di catture possibili (CTA) e impone un fermo biologico alla pesca del tonno rosso per il periodo che va dal 15 aprile al 15 giugno nelle aree del Mar Mediterraneo e dell'Atlantico Orientale.

Secondo un comunicato dell'ICCAT non sarebbero queste le misure ideali che inizialmente si prevedeva di attuare, ma gli interessi economici e sociali del settore pesca non hanno permesso di applicare norme più restrittive. Molto critica la posizione delle associazioni ambientaliste (WWF e Greenpeace in testa), che hanno criticato le decisioni approvate mostrando grande preoccupazione per il futuro di questa popolazione di pesci.

Secondo le associazioni si tratta di decisioni che porteranno inevitabilmente ad un crack del settore pesca e all'estinzione del tonno rosso. Le stesse infatti proponevano come soluzioni quelle di un peso limite inferiore della cattura (15.000 tonnellate) e la sospensione dell'attività di pesca per tre mesi (anziché per due), in modo da creare migliori condizioni per la riproduzione al tonno rosso.

Ancora una volta le richieste della sfera ambientale hanno (purtroppo) lasciato più spazio a quelle del fronte economico e socialo. L'appuntamento a nuovi aggiornamenti è probabilmente rimandato a qualche anno, quando si potrebbe discutere di una situazione ancor più drammatica rispetto a quella attuale.

Via | El mundo.es
Foto | Flickr

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