Vecchi mulini addio, gli aquiloni sono l'eolico del futuro

kite surf

Prendete una serie di enormi aquiloni simili a quelli usati nel Kite Surf. Metteteli a mille metri da terra e fateli volteggiare su loro stessi. Alla base rimane invece un carosello che girando produce energia. Ma non è energia qualsiasi: è energia pulita e rinnovabile.

E’ italiano lo scienziato che sta progettando l’eolico del futuro e si chiama Massimo Ippolito.




Ecoblog lo ha intervistato in esclusiva.




Come è avvenuto il processo creativo che ha fatto scattare la

scintilla di questa idea?

Bella domanda..., Temo che la formazione di una idea sia un processo

inconoscibile.

Devo però dire che ho precedentemente partecipato in attività in programmi di ricerca industriale, negli ambiti della controllistica, nella misura inerziale del movimento e nella strumentazione di volo, legando queste competenze alla consapevolezza del problema energetico il passo diventa breve.

Viste le premesse e le competenze acquisite nel tempo, penso, che sarebbe stato imperdonabile non arrivare a ipotizzare il concetto KiteGen.



Ma è vero che un KiteGen potrebbe fornire la stessa energia di una centrale nucleare?

Si, abbiamo fatto delle simulazioni fino a 1GW, l'equivalente di circa 1 centrale nucleare corrente, e molto probabilmente si potranno ottenere potenze ancora maggiori.

L'esagerazione è solo apparente; deriva dal fatto che la singola macchina può essere modulare e scalabile con relativa facilità.

Realizzando un Kitegen sempre più grande il fronte vento intercettato e la potenza generabile crescono con il quadrato del diametro della turbina, mentre i costi di impianto crescono solo linearmente, quindi è nell'ordine delle cose che quando ne avremo dimostrato il funzionamento in scala ridotta si tenderà a fare delle macchine molto grandi.


kite

E l'energia che si otterrebbe dal KiteGen sarebbe completamente pulita o ci sono dei limiti ambientali di cui bisogna tenere conto?

Nell'ottica della pesante colonizzazione del pianeta che conduciamo, nessuna attività umana è completamente pulita. Anche il KiteGen dovrà fare uso di acciaio e di cemento ma il giacimento di energia rinnovabile a cui si rivolge è molto grande, anche se non infinito, in un ottica di sfruttamento in larga scala si potrebbe andare ad intaccare tale giacimento con conseguenze sicuramente da valutare.

Ciò rappresenta una preoccupazione che pongo chiaramente, però, mi piacerebbe che il successo che ci attendiamo nella realizzazione di questa macchina possa diventare anche un momento di riflessione sul modello di sviluppo della società che è stato condotto finora ed in modo non sostenibile con la chiara complicità e la cattiva abitudine alla quale ci ha
abituato il petrolio.

A che punto è il progetto? Ci sono i finanziamenti o come è accaduto in altri casi, un'idea italiana finirà per essere sviluppata all'estero?

Siamo abbastanza vicini a far produrre dell'energia elettrica ad un profilo alare, ciò in seguito alla intensa attività di validazione, emulazione e di dettagliata verifica delle ipotesi scientifiche di base.
Attualmente il progetto sta ancora procedendo con piccoli finanziamenti, ma l'entusiasmo delle molte persone che ci lavorano penso stia cominciando ad influenzare anche le istituzioni finanziarie e politiche.
Il KiteGen è un progetto molto complesso che richiede somme di denaro adeguate, ma più che altro richiederà finanziatori sufficientemente visionari, coraggiosi e informati che riescano a recepire le implicazioni e la portata del progetto.

I tempi di realizzazione sono evidentemente una funzione delle somme investite e della qualità delle collaborazioni. Ho caparbiamente insistito a proseguire e proporre il lavoro di ricerca qui in Italia dove ho creato, nel corso dei decenni della mia attività professionale, una preziosa ed
amichevole rete tecnica e scientifica.

Per sapere di più:


Massimo Ippolito

Sequoia Automation S.r.l

Un articolo su Aspo Italia che spiega il funzionamento del KiteGen

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