Misurare le emissioni di gas serra nelle vecchie bottiglie di vino

Studiare la CO2 con il vino Le vecchie bottiglie di vino che teniamo in cantina potrebbero dare un contributo agli studi sui cambiamenti climatici. Infatti, per capire meglio il fenomeno e le nostre responsabilità bisogna monitorare i livelli di CO2 che derivano dai combustibili fossili in atmosfera, oppure possiamo studiare la CO2 accumulata in tessuti biologici, cioè anche nelle piante.

Come ben sappiamo le piante assorbono CO2 dall'atmosfera e la trasformano in riserve energetiche (zuccheri). Sappiamo anche che i combustibili fossili sono fatti da carbonio accumulatosi tantissimo tempo (geologico) fa. Il C-14 è un isotopo del carbonio che si produce come decadimento nel tempo, in parole povere la sua presenza indica carbonio "antico" di orgine fossile, ovvero proveniente da petrolio e compagnia bella.

Anche il vino può diventare uno strumento di ricerca dei cambiamenti climatici. Come? Molto semplicemente, visto che il vino deriva dalla fermentazione degli zuccheri formatisi dalla fissazione della CO2, se nel vino si trova C-14 questo deriverà dai combustibili fossili bruciati al momento della crescita della vite. Momento che è scritto ben chiaro sull'etichetta della bottiglia.

Le riserve di vino ci possono quindi aiutare ad approfondire il discorso anche per gli anni passati, capire meglio, ad esempio, 30 anni fa come era la concentrazione di CO2 fossile in atmosfera e come questa sia cambiata in seguito alle attività antropiche. Quindi non buttate via niente, anche se il vino non sembra più buono può sempre essere utile alla scienza.

Via | Science Daily
Foto | dittaeva

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: