Immatricolazioni auto in picchiata


La notizia è da brivido: in Europa le auto immatricolate a novembre sono scese del 25% rispetto ad un anno fa, un vero e proprio crollo. Non è notizia di cui rallegrarsi, in quanto il settore automobilistico impiega moltissime persone e sul lavoro non si scherza. Tuttavia, il segnale è chiaro: non si può pensare di continuare a cambiare auto ogni 2/3 anni e muovere tutto e tutti su gomma e nel traffico (persone, merci, acqua minerale ecc).

I dati su base mensile rivelano che la Spagna è la più colpita, con un calo del 49%, seguita dal Regno Unito (-36%). Nel nostro paese le immatricolazioni calano del 29%, più che in Germania (dove si registra un -17%) e Francia (-14.1%). Il dato cumulato di Eurolandia per i primi 11 mesi del 2008, conferma (-7,7%) la tendenza a ribasso, corrispondente ad un milione di veicoli in meno.

Le auto sono per l'industria quello che il petrolio è per l'energia e, in questo scorcio di 2008, vediamo delinearsi un cambiamento profondo che concerne entrambi. Probabilmente, i finanziamenti dei governi (vedi post) per sostenere l'economia in crisi favoriranno il passaggio a motori elettrici e combustibili rinnovabili (vedi). Resta da augurarsi una transizione dolce, caratterizzata da politiche di sostegno del reddito delle famiglie, oltre che dei bilanci delle imprese.

Via | ACEA

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