G8 in Sardegna ad impatto ambientale zero

Membri del G8Il G8 del prossimo anno, come molti sanno, si terrà in Italia e precisamente nell'isola de La Maddalena, un vero e proprio paradiso naturale della Sardegna. A tal proposito ho letto (dal sito ufficiale del governo italiano) che l'importante evento viene definito come "G8 ad impatto zero".

Certo fa un po' sorridere il fatto che un avvenimento di pochi giorni capace di muovere quantità così ingenti di denaro possa essere definito "sostenibile", tuttavia vi è un aspetto, spesso non contemplato dalle cronache, che potrebbe giustificare tale investimento, il quale rappresenta una delle cifre più alte mai spese per organizzare manifestazioni di questo tipo.

Infatti i 400 milioni di euro che sono stati stanziati per l'evento del G8 a La Maddalena, che rappresentano una quantità di denaro enorme se inquadrata semplicemente nell'ottica dei pochi giorni di summit, devono essere comunque considerati come fondi da inserire in un più ampio progetto di riqualificazione ambientale, oltre che di riconversione civile, dell'isola.

Il territorio infatti dal 1972 (e sino a poco tempo fa) è stato una base militare americana che ospitava sommergibili nucleari. Questa situazione ha imposto per molti anni notevoli limitazioni di accesso agli splendidi paesaggi da parte della popolazione civile.

La popolazione locale, una volta conclusasi l'esperienza della base militare sull'isola, ha riconquistato la sua libertà di accesso ai luoghi (comunque in parte trasformati dalla trentennale presenza militare), ma ha subito un crollo economico dato l'indotto economico determinato dalla presenza dei militari americani sull'isola.

A tal proposito ritengo comunque importante seguire con attenzione l'evolversi delle opere e degli ammodernamenti sull'isola così come proposto dal governo stesso.

Si legge infatti nel sito che, per salvaguardare l’ambiente naturale dell'isola, sia nei lavori preparatori che nella realizzazione delle opere indispensabili per l’evento, come pure nel corso della gestione del summit, saranno adottate una serie di misure, di tecniche e di soluzioni progettate con il preciso obiettivo di ridurre l’impatto ambientale.

Verrà pertanto dato un'occhio di riguardo a tutta una serie di aspetti quali la scelta dei materiali, il rispetto per il paesaggio naturale, utilizzo di sistemi di energia rinnovabile, sistemi innovativi di approviggionamento dati i picchi di richiesta energetica previsti per l'evento, particolare attenzione allo smaltimento dei rifiuti.

Proprio vero? Domanda di difficile risposta, alla luce del fatto che l'isola è attualmente un vero e proprio cantiere aperto e per il quale si potrà dare un vero e proprio giudizio solo fra qualche mese.

Da Ecoblog seguiremo l'evolversi dei fatti sperando che, oltre al mantenimento delle promesse dello Stato, il summit si dimostri teatro di decisioni davvero efficaci per la creazione di condizioni di sostenibilità ambientale (e non solo) in tutto il mondo.

Foto | Flickr

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