Le notizie dell'anno: Dicembre 2008. Il Green team di Obama

“Nel ventunesimo secolo, sappiamo che il futuro della nostra economia e della nostra sicurezza nazionale è legato inestricabilmente a una sfida: l’energia.
La squadra che ho scelto è stata creata appositamente per affrontare questa sfida in questo momento cruciale. Sono esperti di punta e dirigenti con esperienza e sono pronti a riformare e ad aiutare a trasformare la nostra economia in modo che il nostro popolo sia più prospero, la nostra nazione più sicura, il nostro pianeta più protetto”.

Questo è l'inizio del discorso con il quale Barack Obama ha presentato la sua squadra per le politiche energetiche e ambientali. I nomi circolavano già dalla settimana precedente e noi ne avevamo parlato nel post Anche un premio Nobel nel green team di Obama: Steven chu diventerà il nuovo segretario per l’energia, Lisa Jackson sarà a capo dell’Environment Protection Agency (Epa), mentre Carol Browner ricoprirà la nuova carica di “zar per le politiche ambientali ed energetiche della Casa Bianca”. Nancy Sutley infine sarà a capo del Consiglieri della Casa Bianca sulle questioni ambientali.

Il team è composto, all’ottanta per cento da donne, e da persone di diversa origine etnica, ma ovviamente per la gran parte di voi questi nomi non significano molto, per cui eccovi qualche informazione in più. Carol Browner è un'avvocatessa della Florida conosciuta per il suo forte impegno ambientale, ed è stata alla guida dell’Epa negli otto anni dell’amministrazione Clinton – e secondo Dan Becker di Safe Climate Campaign, è stata “un forte amministratore in tempi veramente difficili”, perché - ad esempio - ha lottato per stabilire norme più severe sulla qualità dell'aria, arrivando a scontrarsi con i suoi stessi compagni di partito.

Lisa Jackson, dopo una lunga carriera all'interno dell’Epa, sta – ancora per poco – ricoprendo l'incarico di capo dello staff del governatore democratico del New Jersey. Agli occhi di una parte degli ambientalisti ha il merito di aver fatto adottare allo stato della costa est un sistema di permessi per tagliare le emissioni, mentre alcune voci critiche sostengono che tenga troppo in conto le ragioni dell’industria. Sta di fatto che è la prima afro-americana chiamata a dirigere l’Epa. Nancy Sutley, infine, era Deputy – vuol dire all'incirca assessore – per le politiche ambientali ed energetiche della città di Los Angeles, una delle realtà più avanzate degli Usa sotto questo aspetto.

Il vero uomo simbolo è però il futuro segretario all’energia USA. Steven Chu è un fisico che ha vinto il Nobel nel 1997 per le sue ricerche sui metodi di raffreddamento degli atomi, e guida dal 2004 il Lawrence Berkley national Laboratory, ovvero - come spiega sul suo sito - “il leader mondiale nella ricerca sull’energia rinnovabile e alternativa”.

In un'intervista diffusa su Internet poco tempo fa, affermava che il livello attuale delle emissioni di gas ad effetto serra potrebbe provocare “un aumento” delle temperature medie “superiore a 6,1 gradi”, che rischia di accompagnarsi “a catastrofi improvvise, imprevedibili e irreversibili (...) di un'ampiezza diversa da tutto ciò che abbiamo conosciuto fino ad ora”. Metropoli come New York, Londra, Tokyo, Bombay o Buenos Aires dovrebbero pensare ad alzare dei muri di protezione per far fronte all'aumento del livello del mare.

Si capisce quindi perché abbia detto, in occasione della sua presentazione, che “è imperativo iniziare senza indugi”, perché “ciò che il mondo farà nei prossimi decenni avrà delle conseguenze che dureranno per secoli”.
Infine Chu ha definito pubblicamente il carbone, “il mio più grande incubo”, e non sembra avere grande fiducia in tecnologie come la cattura della CO2. E anche sul nucleare, sembra avere molti dubbi. “I problemi delle scorie e della proliferazione non sono affatto risolti”, per cui si all'atomo solo se “sicuro”.

Foto | Flickr

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