Tav, se ne va il presidente dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione

Se si leggono le notizie di giornata sulla TAV si fa fatica a capire cosa sia successo. Il presidente dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione Mario Virano si è dimesso al termine della riunione che doveva affrontare le specifiche tecniche sul tracciato della futura linea TAV.

Il motivo? I rappresentanti tecnici dei territori interessati dalla linea si sono rifiutati di approvare la bozza presentata dal presidente dell'Osservatorio perché non avevano mandato a trattare sulle questioni tecniche. A questo non ci sarebbero più i tempi tecnici per rispettare il calendario previsto dall'Unione Europea. E quindi Virano ha rimesso il suo mandato.

Io ho non ci ho capito un'acca fino a quando non ho letto l'interpretazione che ne ha dato il movimento NOTAV, e che si può riassumere nel motto caro ad Andreotti: "A pensar male si fà peccato, ma spesso ci si azzecca".

Le dimissioni sono arrivate perché l'architetto aveva ottenuto tutto quello che doveva ottenere. Ha sottratto la trattazione del tema TAV agli abitanti della Valle Susa - e in particolare ai consigli comunali - per darlo in gestione esclusiva a sempre nuovi organismi extra-istituzionali (conferenza dei sindaci, tavolo politico, osservatorio, cabine di regia, comitati di pilotaggio...), nei quali le regole di partecipazione e di funzionamento, apparentemente democratiche, variano a seconda delle necessità del momento.

Ma soprattutto ha ottenuto un accordo di massima sulla realizzazione della Torino-Lione, ovviamente ingigantito dai media, che hanno titolato in prima pagina: Accordo fatto, via libera al TAV. A questo punto mantenere aperto l'Osservatorio rappresentava solamente una scocciatura.

Via | Repubblica, Notav.eu, NO TAV Torino.
Foto | Flickr

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