Come sono stati fatti i controlli nelle installazioni nucleari francesi?

Con discrezione, il 16 dicembre scorso, l'Autorità di sicurezza nucleare (ASN), il gendarme francese dell'atomo, ha rifiutato di rinnovare l'accordo con i laboratori che si occupano dei controlli di diciannove centrali nucleari - così come dell'impianto in via di smantellamento a Creys-Malville, nell'Isère.

Questi laboratori sono incaricati di effettuare ogni giorno una serie di misurazioni sulla radioattività, in un perimetro da 1 a 5 chilometri, attorno ad ogni sito atomico. Rappresentano il punto di partenza per la redazioni di bilanci radioecologici sul suolo, l'erba, i vegetali, il latte, certe derrate agricole, i corsi d'acqua, le acque sotterranee e fluviali, la flora e la fauna acquatica. Un compito di un'importanza fondamentale.

Quali sono le ragioni di questa scelta? L'ASN ha parlato di errori nel metodo, "il non rispetto di regole di protocollo, che ha generato risultati sbagliati" e di "misure incompatibili con la qualità richiesta per assicurare la sorveglianza della radioattività dell'ambiente intorno ai siti nucleari". In altre parole, le misure dell'EDF - l'equivalente della nostra ENEL - non sono abbastanza precise, e i metodi di misurazione della radioattività hanno mostrato diversi difetti, riguardanti il livello di trizio nell'aria e nell'acqua così come l'irraggiamento beta nell'acqua e nella polvere.

Non c'è nulla da stupirsi se pensiamo che il gestore degli impianti nucleari - l'EDF appunto - era anche l'ente che si doveva occupare dei controlli, ovvero si trovava nella doppia vesta di controllato e controllore. Questa notizia ha scatenato le reazioni delle organizzazioni che si oppongono al nucleare: parlano di emissioni "superiori del 40-50% a ciò che è autorizzato", o di "un inganno messo in piedi dall'EDF".

Perché vi parliamo di questa notizia solo ora? Perché è stata scoperta per caso dalla rete "Sortir du nucleaire" - "Uscire dal nucleare" -, mentre faceva delle ricerche sul sito dell'ASN, un mese fa la decisione era avvenuta nel silenzio dei media e della stessa Autorità di sicurezza nucleare. E domani cosa succederà in Italia, se venissero veramente costruite le centrali nucleari?

Via | Lyoncapitale.fr, LesEchos.fr
Foto | Flickr

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