La Francia costruirà una seconda e forse una terza centrale nucleare EPR

La Francia - qui l'atomo fornisce l'80% dell’elettricità - è sempre in prima fila sul nucleare. A Flamanville sta costruendo la prima centrale francese di terza generazione. Rappresenta il più grande cantiere del paese: 2.000 persone, 3,3 miliardi di euro di budget, 400.000 metri cubi di cemento e 50.000 tonnellate di armature metalliche - l'equivalente di 7 tour Eiffel. Tutto per costruire un reattore di 1.650 megawatt - mentre le attuali centrali non superano i 900 -, una potenza che equivalente al fabbisogno elettrico di una città di 1,5 milioni di abitanti.

L’inaugurazione di questo monumento alla tecnologia è previsto per il 2012, anche se il cantiere è stato fermato più volte per rimediare a diversi vizi costruttivi, come cemento di bassa qualità, fessure nel calcestruzzo, assenza o difetti dell’armatura, presenza di personale non qualificato e addirittura modifiche non autorizzate al progetto in corso. Difficoltà simili si sono verificate anche in Finlandia, dove lo stesso tandem di imprese - Bouygues ed Areva - sta costruendo un altro reattore di terza generazione. In questo caso, il cantiere ha tre anni di ritardo, con un conseguente aumento dei costi dell'ordine di 2 miliardi di euro.

Questi problemi non sembrano però fermare la corsa nucleare francese. Secondo diverse fonti, Sarkozy starebbe per annunciare la costruzione in Francia di un secondo, se non anche di un terzo reattore nucleare EPR. Per Greenpeace, dietro la scelta ci sarebbero solo gli interessi della grande industria e non dei cittadini francesi.

Secondo l'amministrazione, da qui al 2020, si prevede un aumento spettacolare delle esportazioni di elettricità, che dovrebbero arrivare ai 129 Twh nel 2020, contro i 63 attuali. E' chiaro quindi che l'elettricità costruita dai nuovi EPR non risponderebbe ad alcun bisogno energetico nazionale, ma sarebbe destinata unicamente all'esportazione...

L'altro aspetto controverso riguarda la mancanza di democrazia. La scelta di costruire nuove centrali non è stata oggetto di alcun dibattito pubblico o discussione parlamentare, e lo stesso ministro che dovrebbe avere in carico il dossier - il ministro dell'energia - è stato allegramente bypassato.

Via | e-gazette.it, Greenpeace, Capital.fr
Foto | Flickr

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