Il ferro e i cambiamenti climatici: parte seconda

MareQualche giorno fa abbiamo trattato di uno studio che sta portando avanti un'equipe di ricerca tedesca. Il fine di questo progetto è quello di studiare quali effetti sui cambiamenti climatici si avranno dall'interazione fra un aumento di percentuale di solfati ferrosi nell'acqua di mare e le alghe marine.

Un nostro lettore ha posto l'attenzione sul fatto che nel post non fosse specificato quanto ferro fosse necessario per perseguire un possibile effetto benefico sui cambiamenti climatici. Mi sono quindi messo alla ricerca del dato, scoprendo che l'esperimento prevede di buttare a mare circa sei tonnellate di solfati ferrosi per un'area totale di 300 kmq.

Detto questo vorrei sottolineare come i dubbi sullo studio in questione non abbiano riguardato solo il sottoscritto ed i lettori di Ecoblog, sembrerebbe infatti che anche il Ministero dell'Ambiente tedesco abbia esternato qualche perplessità, ritenendo che l'esperimento vada contro la moratoria sulla fecondazione artificiale degli oceani adottato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità.

Il ferro infatti versato a mare in forma di nanoparticelle potrebbe rendere imprevedibile l'impatto sugli ecosistemi. Alcuni esperti parlano di una possibile reazione chimica che creerebbe grosse quantità di NO2 (gas serra più potente della CO2), che non solo vanificherebbe gli obiettivi che si intende raggiungere, ma ne aumenterebbe gli effetti devastanti.

Inoltre un noto studio scientifico analogo a questo, pubblicato nel mese di aprile 2007 sulla rivista Nature, rivelò gli effetti intorno alla isole Kerguelen in Gran Bretagna concludendo che il ferro in mare sarebbe da 10 a 100 volte meno efficace rispetto al processo naturale, e che il 90% di ferro andrebbe semplicemente perso.

Inoltre, molti esperti temono che, gli effetti indesiderati dei solfati ferrosi nel mare siano pericolosi per gli ecosistemi marini. Insomma le premesse per uno studio che si presenta, oltre che inutile, anche rischioso per il futuro degli ecosistemi marini ci sono tutte. Intanto aspettiamo alla prossima primavera quando sul sito web ufficiale del gruppo di ricerca potremo leggerne i risultati finali.

Via | Elmundo.es
Foto | Flickr

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