Buon compleanno a Charles Darwin, lo scienziato che ha rivoluzionato la cultura umana

Monumento a Charles Darwin, Shrewsbury, InghilterraParlavamo ieri, su ecoblog, dell'omaggio che viene tributato a Charles Darwin a 200 anni dalla sua nascita (12 febbraio 1809 a Shrewsbury, nello Shropshire, in Inghilterra) al Palazzo delle esposizioni di Roma.

La vita di Darwin non fu avventurosa, se si escludono quei cinque anni che trascorse a bordo del brigantino Beagle raccogliendo i dati ed effettuando le osservazioni naturalistiche che costituiranno la base delle sue intuizioni. La sua opera più importante è L’origine delle specie che venne pubblicata nel 1859 e nella quale Darwin espone la sua teoria della selezione naturale.

In base a questa teoria, le differenze esistenti tra gli individui di una popolazione influenzano la capacità degli individui stessi di sopravvivere alle pressioni dell’ambiente (risorse limitate, predatori, malattie...).

Queste differenti capacità di sopravvivere determinano differenti tassi di riproduzione tra gli individui e portano gli esemplari più adatti a produrre una progenie più numerosa degli altri. Attraverso questo processo le caratteristiche degli individui più adatti si diffondono, generazione dopo generazione, all’interno della popolazione modificando lentamente la popolazione stessa.

Pochi altri scienziati hanno avuto un impatto altrettanto profondo sulla cultura umana. Dopo la pubblicazione delle sue opere fondamentali non solo le scienze naturali, ma anche quelle sociali, la politica, la religione, la filosofia, l’arte, le relazioni culturali non sarebbero mai più state le stesse. Ogni aspetto della cultura umana ha dovuto confrontarsi con un nuovo, dirompente modo di vedere l’uomo, gli altri esseri viventi e il mondo stesso.

Se, ovviamente, questo è evidente in modo particolare in quegli aspetti del pensiero umano che più direttamente hanno a che fare con lo studio della vita, la biologia, la medicina, le altre scienze naturali, è innegabile che sia altrettanto vero anche in ambiti apparentemente meno toccati dall’idea di evoluzione. E l’esistenza di combattive, e a volte potenti lobby che a 150 anni di distanza dalla pubblicazione de L’origine delle specie sentono ancora l’esigenza di esprimere polemicamente il loro disaccordo, ne è la prova più tangibile.

Via | Nature.com
Foto | Flickr

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