Chi va in bici respira un'aria migliore (anche in città)

Uno studio francese sfata decisamente il mito dell'intossicazione del ciclista urbano. Dai risultati, raccolti con un misuratore istallato su un tandem ad altezza-naso, infatti, la possibilità di evitare le strade più inquinate e comunque di uscire rapidamente dalla trappola degli ingorghi, diminuisce l'esposizione alle alte concentrazioni di inquinanti, salvando i polmoni sotto sforzo dei ciclisti in città.

Lo studio parigino dimostra che a “salvare” chi rinuncia alle quattro ruote è la possibilità di spostarsi ed allontanarsi, pur temporaneamente, dagli ingorghi e dalle zone più inquinate; una possibilità esclusa agli automobilisti...

I ciclisti, spostandosi su aree vietate alle auto, come le ciclabili, le corsie preferenziali ed i marciapiedi, evitano i luoghi con le concentrazioni più elevate di smog. Dai dati raccolti emerge che sulla ciclabile del Lungosenna l’esposizione all’inquinamento è ridotta dal 30% a 45% rispetto allo stesso tratto nel normale flusso del traffico. L'inquinamento in città, quindi, è molto locale ed il ciclista urbano pare riuscire a schivarlo!

La notizia potrebbe fornire una motivazione in più agli amministratori di città come Roma che, secondo alcuni, non hanno tra le priorità quella di creare un'alternativa pratica e sicura al mezzo privato motorizzato, come dimostra il caso della via Nomentana.

Via | Airparif
Foto | Panoramas

» Airparif No. 32 febbraio 2009 (pdf 8 pag)

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