Greenpeace reloaded?


Fino a ieri anche il più convinto e cocciuto amico delle balene e dei gorilla una cosa non l’avrebbe mai potuta negare: e cioè che il sito di Greenpeace Italia è una schifezza inguardabile, un'accozzaglia di file buttati alla rinfusa come in una discarica abusiva di html (vedi la copia cache). Ma gente, quella che appariva una granitica verità ontologica, ora non ha più fondamento. Ho visto in questo momento il nuovo Greenpeace.it e ne sono finalmente entusiasta.

Tanto per cominciare la sezione centrale dei comunicati stampa è gestita strizzando l’occhio all’impaginazione verticale stile weblog. La grafica in generale, poi, sembra studiata per rendere il sito facilmente leggibile e leggero, mentre le poche animazioni lasciano chiaramente intendere il modo di lavorare dell’associazione e cioè singole campagne a tema portate avanti fino al raggiungimento dell’obbiettivo (che attualmente sono cinque, anche se ho il sospetto che quelle veramente attive siano due, al limite tre).

Sulla fascia di destra una mappa interattiva del pianeta esemplifica lo spirito internazionale dell’associazione e permette di andare nei siti esteri dell’associazione. Poco sotto una cartina dell’Italia funziona allo stesso modo ma con riferimento alle singole città.
Una bella sezione è dedicata alle gallerie foto e video e spero che verrà curata con grande amore perchè con il materiale che circola a livello internazionale potrebbero aggiornarla ogni giorno con immagini e filmini da urlo.

La parte dei documenti finalmente risulta utile e navigabile. C’è poi una funzione di ricerca avanzata per spulciare fra tutti i siti di Greenpeace nel mondo.

Ok, se siete arrivati a leggere fino a qui lo avete fatto per un motivo preciso: volevate sapere se hanno messo gli Rss. La risposta è sì! (anche se a me su NetNewsWire non funzionano e non capisco perchè).

Per concludere: io lo so che l’abito non fa il monaco. Ma spero molto che questo rinnovamento sulla rete non sia che un piccolo segnale che sta annunciando il grande ritorno dell’associazione sulla scena. Un primo fuoco d’artificio di fine anno premonitore di un 2006 gravido di belle notizie e di azioni clamorose in pieno stile paceverde. Con la speranza sincera che Greenpeace ritorni presto in salute più che mai e che recuperi il lustro e l’autorevolezza che si merita in questa Italia bisognosa di associazioni di razza.

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