Studio ISPRA: i porti italiani sono inquinati


Arriva dal mare il maggior incremento per quanto riguarda le emissioni in atmosfera. In generale, in Italia le emissioni dei settori industriale ed energetico sono in calo ormai da anni (quasi del 50% tra 1998 e 2006), ma è quasi raddoppiato l’ossido di zolfo (SOx) proveniente dal settore marittimo.

Il dato è contenuto in un estratto del rapporto ISPRA (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale) “Porti e ambiente”, di prossima pubblicazione. Dal 1998 al 2006, la presenza in atmosfera dell’SOx, estremamente dannoso per la salute e per l’ambiente, si è quasi dimezzata, passando da circa 1 milione di tonnellate a 500 mila.

A registrare la riduzione maggiore il settore energetico che da oltre 644.000 tonnellate arriva a circa 184.000, con un calo del 71%. Salgono invece, da 177.000 a 189.000 tonnellate (con un aumento del 6%), le emissioni dei trasporti. E’ proprio in questo ambito che diventa determinante il contributo del traffico marittimo nazionale e soprattutto internazionale, che nel periodo di riferimento risulta responsabile di più dell’80% delle emissioni totali da trasporto e diventa la principale fonte di ossido di zolfo.

Il porto di Genova, con 57 ,2 milioni di tonnellate (pari al 12% del traffico totale) ed un incremento del 27% rispetto al 1998, è il primo in Italia per movimento di merci, seguito da Taranto con 47,2 milioni di tonnellate e un aumento del 28% rispetto al 1998 (circa il 10 % del totale). Successo nel nostro paese per il traffico di rotabili (il cosiddetto RoRo, cioè i traghetti che trasportano tir, macchine e camion): in Italia ci sono 15 porti che nel 2007 hanno movimentato in questo modo più di 1 milione di tonnellate di merci. Su tutti, Livorno e Genova rispettivamente con 12 e 9 milioni di tonnellate.

Il mare è quindi diventato un’alternativa valida al trasporto delle merci su gomma, fino ad oggi principale fonte di emissioni di SOx. L'altro lato della medaglia è che nei porti crescono le emissioni di questo inquinante anche perché il combustibile usato dalle navi ha un tenore di zolfo maggiore rispetto a quello usato nell'autotrazione.

Non a caso, infatti, in tutto il mondo si stanno implementando nuovi sistemi di alimentazione da terra delle navi ferme in banchina. A Los Angeles questo sistema, chiamato Cold Ironing, ha permesso ad una nave portacontainer di 8.660 TEU (Twenty-Foot Equivalent Unit - la misura standard di volume nel trasporto dei container) di tenere i motori spenti per tutta la durata della sosta nel porto (cinque giorni) permettendo una riduzione di emissioni e inquinamento acustico.

Le cosiddette “navi con la spina” arriveranno presto anche in Europa. Sarà la Germania la prima che, utilizzando la tecnologia Siemens, renderà compatibile l’energia elettrica della città di Lubecca, che opera con una frequenza di 50 Hertz, con quella delle navi, che normalmente è di 60 Hertz. L’energia elettrica in questione deriva esclusivamente da centrali eoliche. In Italia il “Cold Ironing ad energia alternativa”, progettato per Genova, prevede l’installazione nel porto di impianti fotovoltaici e una dozzina di pale eoliche da 1,5 Megawatt di potenza, per ricaricare le navi attraccate alla banchina.

Via | ISPRA
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: