Rivoluzione verde? Anche in Australia c'è una forte opposizione

Bandiera AustraliaLa tanto auspicata rivoluzione verde mondiale sta iniziando a muovere i suoi passi nei Paesi economicamente più sviluppati, eppure le difficoltà e le reticenze all'interno dei governi proponenti non sono poche. Solo ieri parlavamo di quelle degli Stati Uniti nell'approvare la legge anti CO2 che ha come obiettivo la riduzione dei gas a effetto serra ed il passaggio dell'economia verso sistemi energeticamente più sostenibili. Ma lo Stato americano non è il solo, tanto che anche un altro importante Paese sta mostrando le stesse difficoltà.

Parliamo dell'Australia, storica alleata degli americani nel non accettare per alcuni anni il Protocollo di Kyoto. Il governo locale si è infatti posto come obiettivo quello di arrivare entro il 2020 al 20% del fabbisogno da fonti rinnovabili. A sottolineare l'importanza del piano vi è inoltre un rapporto del Clean Energy Council che indica come il raggiungimento di tale obiettivo permetterebbe la creazione di circa 28.000 nuovi posti di lavoro.

Il governo australiano per portare avanti il programma sta mettendo a punto un piano strategico che prevederà investimenti pari a circa 12,5 miliardi di euro su tecnologie rinnovabili. Come negli Stati Uniti non mancano però i problemi ad accettare la strategia. Il pomo della discordia sarebbe dovuto non tanto ai contenuti della proposta quanto alla creazione del mercato di emissioni australiano.

I più conservatori indicano infatti che questo rappresenterebbe un freno allo sviluppo dell'economia, mentre i verdi lo riterrebbero addirittura poco ambizioso. Risultato di queste titubanze è il fermo del disegno di legge nella Camera con forti dubbi su una sua approvazione futura. Sicuramente non si tratta di una notizia positiva, considerando che le fonti rinnovabili forniscono finora solamente il 6,5% del fabbisogno energetico dell'Australia, mentre il resto è generato soprattutto dal carbone.

E' interessante rimarcare l'ennesima difficoltà di uno Stato importante ad attuare un sensibile cambiamento in tema di tecnologie verdi e riduzione di emissioni di gas a effetto serra. A tal proposito già altre volte su Ecoblog abbiamo parlato di situazioni simili, infatti oltre all'esempio degli Stati Uniti e quello dell'Australia, abbiamo sottolineato le difficoltà anche in Paesi storicamente più sensibili verso le tematiche ambientali, come per esempio la Svezia. Per quanto riguarda l'Italia invece dobbiamo purtroppo ripeterci: come al solito fuori classifica e controcorrente su questi argomenti.

Via | Cleanenergeycouncil.org.au
Foto | Flickr

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