Stefania Prestigiacomo minaccia le dimissioni se non riavrà le competenze ambientali su reti energetiche e nucleare

Stefania Prestigiacomo e Silvio Berlusconi quando erano in pieno accordo Questa proprio il Premier, che era a conoscenza di tutto, non la doveva fare a Stefania Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente e sostenitrice del nucleare: con un emendamento approvato nel recente pacchetto anti-crisi sono tolte al suo Ministero le competenze proprio in materia energetica e nucleare. Ossia, il Ministro è stato escluso dalle decisioni cruciali relative alle reti energetiche. L'articolo è stato scritto dal Ministro Calderoli, e di fatto non solo esautora il Ministero dell'Ambiente, ma anche tutti gli Enti locali che entrano nel merito delle decisioni relative agli approvvigionamenti energetici. Ciò vuol dire che per la costruzione di una centrale elettrica, non occorrerà più il parere di nessun esperto, non si dovranno produrre studi per ottenere le VIA, non si terrà conto di alcun vincolo ambientale, locale o paesaggistico e senza neanche informare le amministrazioni locali.

Il Ministro Prestigiacomo, però, minaccia di dimettersi, se un articolo simile dovesse essere approvato alla Camera, raccogliendo la solidarietà anche dei gruppi ambientalisti. Ma la discussione sul maxiemendamento, che come un cerotto dovrebbe sistemare un po' di falle lasciate aperte e non solo nel settore energia, è stato sospeso oggi. Riferisce Il Giornale:

Il maxiemendamento al quale sta lavorando il governo comunque conterrebbe anche alcune micromodifiche: tra queste la proroga per la pubblicazione degli studi di settore e un intervento legato al settore dell’energia.

Scrive il Ministro Prestigiacomo:

Ribadisco che l’art. 4 va modificato. Francamente anche io sono sorpresa dal fatto che il mio collega Calderoli non fosse a conoscenza della forte contrarietà espressa dal ministero dell’Ambiente su questa norma. Si informi con i suoi uffici. Certo, nel penultimo consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto ero assente perché mi trovavo a Siviglia per far conquistare alle Dolomiti il sigillo dell’Unesco; e non sono certo mancati emendamenti correttivi al testo durante la discussione in commissione. Nel merito il sistema delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato da un anno, e stiamo recuperando ritardi storici: cito da ultimo l’autorizzazione per Porto Tolle, dopo ben otto anni di rimpalli. Poi, se il Ministro per la Semplificazione pensa che semplificare voglia dire abolire i controlli sull’ambiente e la tutela della salute dei cittadini, può stare certo che non mi troverà mai d’accordo. E dubito che la società civile da lui invocata accetterà mai di vedere costruite sul proprio territorio centrali elettriche ad olio, a carbone, reti energetiche, o addirittura centrali nucleari senza i dovuti controlli ambientali e di sicurezza per le popolazioni.

Ci sarà per il Ministro Prestigiacomo, il contententino o un un passo indietro? La risposta arriverà entro il 2 agosto.

Dopo il salto la nota diffusa dal Ministro Prestigiacomo.

L'Articolo 4 del decreto "anti-crisi" approvato dalle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera, sopprime di fatto il ruolo del Ministero dell'Ambiente nel delicato iter autorizzativo per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia, ed esautora ogni ruolo degli enti locali. Si tratta di un provvedimento di inaudita gravità, inaccettabile per chi, in questa legislatura, ha sbloccato nel rispetto della normativa ambientale, in pochi mesi, centinaia di pratiche Via che paralizzavano la realizzazione di importanti opere per lo sviluppo del paese.

Né la legge obiettivo, né la recente normativa approvata nel gennaio 2009 sui commissari straordinari per le opere strategiche hanno mai escluso le tutele ambientali e della salute dei cittadini, imposte dal diritto comunitario, che invece, con questo articolo, passerebbero ad un unico soggetto che da solo, si pretende, dovrebbe sostituire le competenze dei 60 esperti della Commissione Via-Vas, e dei 20 della Commissione AIA nonchè di professionalità capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo.

"Chiedo – afferma il ministro Stefania Prestigiacomo - modifiche sostanziali a questo articolo e denuncio il metodo attraverso il quale Ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una norma deleteria per l'ambiente, per la salute dei cittadini, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure".

"Questa norma – rileva inoltre il Ministro Stefania Prestigiacomo - potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?"

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