Immagini shock, o no?



Queste qui sopra sono immagini della campagna “Humans for Animals” creata da un agenzia che si chiama TBWA. E’ un genere di comunicazione che potremmo definire provocatoria. Attira l’attenzione creando uno shock in chi vede.

Secondo alcuni è un modo di comunicare l’ambiente sbagliato perchè, se l’obiettivo è quello di sensibilizzare, spaventare il destinatario è una strategia che non coglie mai nel segno. Siccome la paura paralizza l’azione, sarebbe dunque meglio orientare il discorso su ciò che si potrebbe fare in meglio, e non su ciò che di male che sta succedendo.

In alcuni casi sono d’accordo con questa filosofia, ma non in questo.
Queste immagini non sono semplicemente scioccanti, ma sono anche grottesche e ironiche allo stesso tempo. Attivano quindi il senso estetico e l’intelligenza di chi guarda. Non suscitano solo un'indignazione passiva con un alto contenuto emotivo, ma richiedono uno sforzo cognitivo per decifrare il messaggio.

Guardate ad esempio le foto qui sotto fanno parte di una campagna contro l’AIDS e sono sempre della stessa agenzia (il pay off è “Senza preservativo stai dormendo con l’AIDS. Proteggiti”). Ora ditemi se questa non è comunicazione efficacie...

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