Operazione pettirosso: continua la caccia contro i bracconieri?

Lipu, ENPA, WWF Italia, LAV, LAC e Legambiente oggi hanno fatto fronte comune contro la chiusura anticipata, di ben due settimane rispetto all'anno scorso, dell’Operazione Pettirosso in una delle zone più sensibili per i piccoli migratori - il bresciano - portata avanti con successo dal NOA –il Nucleo Operativo Antibracconaggio – del corpo forestale dello Stato.

Siamo sconcertati, terminare ora l’attività di contrasto al bracconaggio nei boschi del bresciano significa consegnare decine di migliaia di uccelli nelle mani dei bracconieri... Bisogna continuare l’azione fino alla fine del periodo migratorio se vogliamo evitare una vera e propria mattanza di uccelli protetti da parte di bracconieri senza scrupoli.

E’ quanto scrivono le associazioni citate in una lettera inviata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia e al Comandante del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone.

In questa stagione basta alzare gli occhi al cielo per trovarlo gremito di uccelli e stormi che con le loro danze fatate ci dilettano anche in città. “Codici di geometria esistenziale” le chiama Battiato, esempio lampante della fascinazione che gli uomini da sempre nutrono per il volo e suoi protagonisti. Eppure, a volte questo sbalordimento estatico viene celebrato da una parte malata della popolazione nel peggiore dei modi possibili: il bracconaggio, che annienta, crudelmente, l’oggetto stesso del sogno … Che siano pettirossi, garzette, capo vaccai, aquile reali o falchi pellegrino per questi individui ignobili non fa alcuna differenza: agiscono ugualmente con tagliole, reti, trappole. Confidiamo nel buon senso delle nostre autorità.

Foto | Flickr

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