Metano russo e petrolio lombardo

Aria inquinata e gas russo

La Rusia non si può permettere in questo momento di fornirci tutto il gas a cui eravamo abituati a causa del freddo straordinario che sta imperversando al nord. L'Italia si sta attrezzando a fronteggiare l'emergenza (per ora non ancora tale) energetica cercando di bruciare qualcos'altro che non sia metano russo. (Riservo la locuzione "fonti alternative" per qualcosa di veramente alternativo al bruciare derivati del petrolio).

Formigoni, presidente della Regione Lombardia, scrive a Scajola, ministro delle attività produttive, cercando di impedire la combustione di oli minerali nelle centrali lombarde che adesso vanno a metano.
"Pur comprendendo le ragioni legate alla sicurezza del sistema energetico nazionale, Ti segnalo la mia assoluta contrarietà rispetto all'impiego di olio combustibile nelle centrali termoelettriche lombarde e Ti chiedo pertanto di escludere tassativamente queste centrali da quelle autorizzate all'impiego di tale combustibile. Nel caso, e solo nel caso, di comprovato imminente rischio di blackout, Ti chiedo di garantire che l'impiego di olio sia limitato a combustibile senza zolfo, e comunque per brevissimi periodi di tempo e con modalità concordate con la Regione Lombardia: in questi casi l'esercizio dovrà svolgersi sotto la stretta sorveglianza della nostra agenzia ARPA".

La Lombardia sta attraversando un brutto periodo dal punto di vista ambientale. L'aria e' schifosamente inquinata e bruciare petrolio aggraverebbe la situazione.
La situazione, comunque non e' ancora grave abbastanza per rivedere drasticamente il concetto di mobilità urbana e risolvere il problema alla radice.
Mi chiedo quanto grave dovrà diventare la situazione prima che si accantonino i palliativi (domeniche senz'auto e targhe alterne) e si passi a misure davvero efficaci.

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