Deforestazione illegale in Camerun ad opera di imprese del legno italiane

foresta pluviale camerun

Le foreste del Camerun continuano ad essere tagliate in modo illegale, e tra i responsabili dello scempio ci sono aziende appartenenti a due gruppi italiani della filiera del legno. Ciò emerge da una serie di ispezioni effettuate tra maggio ed ottobre del 2009 da parte del Resource Extraction Monitoring, l'ente che verifica la legalità delle operazioni forestali per quanto riguarda le concessioni delle zone di foresta ed il volume di legname abbattuto.

Il Rapporto 88 evidenzia infrazioni commesse nei distretti di Bouma e Ngoko ad opera della SEFAC, appartenente al gruppo italiano Vasto Legno, che avrebbe dichiarato un volume di legname inferiore a quello realmente abbattuto per pagare meno tasse.

Il Rapporto 91 rivela infrazioni commesse nei distretti di Mbam e Inoubou da parte della Fipcam del Camerun, che fa riferimento alla Bruno Pavimenti Legno. Le infrazioni in quest'area riguardano le concessioni delle arre forestali da sfruttare: la Fipcam è accusata di appropriazione e furto di alberi appartenenti alle famiglie dei villaggi vicini, infrazione già segnalata nel 2007 da Friend of the Earth ed ora confermata dall'indagine della Rem.

L'Italia, con un traffico di circa 19 milioni di tonnellate annue di legno e derivati è tra i primi importatori europei di legname, e non fa certo onore ai due gruppi italiani citati l'appropriarsi del legname in modo illegale, guadagnandoci sopra a scapito delle foreste pluviali del Camerun.

Per ulteriori informazioni potete consultare la notizia qui su l'Osservatorio sulle Foreste che riporta i link ai pdf dei rapporti citati o consultare qui i 16 rapporti di analisi della Rem.

Foto | Flickr

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