Greenpeace contro le "bufale" nucleari. Insieme alle regioni parte la controffensiva all'atomo

Se la folle corsa al nucleare nel nostro paese pare inarrestabile, specialmente dopo l'approvazione del "ddl sviluppo" e del decreto siti c'è, però, qualcuno che tenta di fermarla, smascherando le "bufale" della vicenda: Greenpeace. E non è la sola. A opporsi al progetto, infatti, ci sono anche le molte regioni italiane che hanno firmato il ricorso, presentato il 30 settembre scorso alla Corte costituzionale, contro una legge -quella sul nucleare, appunto - che di fatto scavalca le competenze regionali in materia di energia. Ma se neppure questo servisse a porre un argine ai folli intenti del governo, maggior fortuna potrebbero forse avere le riflessioni sulla tanto decantata "opportunità economica" dell’energia nucleare.

Sono enormi le difficoltà finanziarie legate alla costruzione e alla messa in funzione di ben 4 centrali EPR di nuova generazione. E i vantaggi, stando alle più recenti comunicazioni di Greenpeace, potrebbero essere tutti per la francese EDF, lasciando quasi all'asciutto le aziende italiane che potrebbero prendere parte all’affare attraverso una partecipazione alla costruzione di parti "non convenzionali - ossia non relativi alla parte nucleare -" degli impianti.

Secondo un recente rapporto di Greenpeace, infatti, i dati emessi da Enel in proposito, risulterebbero palesemente differenti rispetto a quelli mostrati dalla francese EDF. Più in dettaglio, Enel ha promesso oltre 12 miliardi di euro di commesse alle imprese italiane che parteciperanno alla costruzione e alla messa in funzione dei nuovi impianti, secondo una proiezione che vorrebbe vedere coperto, in questo modo, il 70% dell’investimento totale. Secondo EDF, invece, almeno il 60% degli investimenti sarà necessario per costruire il cuore del reattore, realizzato dall’Areva che ne ha il brevetto esclusivo consegnando, di fatto, ai cugini transalpini, la parte più cospicua degli appalti. Per le imprese italiane, quindi, non rimarrebbe che da spartirsi il restante 40%. Ma c’è di più, secondo i portavoce di Greenpeace che, tra l’altro, non hanno esitato questa mattina a gridare le loro ragioni dall’alto del Colosseo quadrato, a Roma, con la loro ennesima e ben riuscita, manifestazione. L’Enel, infatti, non avrebbe a disposizione la somma di 12 miliardi promessa alle imprese nostrane ma, solo, poco più della metà…

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