Val di Susa, appello dei comitati NoTav: "Perfavore, ci date una mano?"

I comitati No Tav I comitati No Tav, lo raccontavamo qualche giorno fa, hanno ripreso loro protesta. Questa volta cercano di impedire i carotaggi. L'azione prosegue sia con i presidi in Val di Susa spesso, come nel caso di ieri sera, fatti smobilitare dalle forze dell'ordine, sia con la pressione sulle ditte che sono impegnate nell'analisi del suolo. I comitati chiedono perciò che a tutela del territorio tutti partecipino attivamente nell'informare le aziende coinvolte del fatto che la popolazione locale non essendo in accordo con il Governo sulla nascita della TAV procederà a effettuare tutti i controlli necessari per evidenziare eventuali irregolarità da denunciare alla Eu.

Spiegano, i cittadini della Val di Susa che:

Lo scopo è sensibilizzare e responsabilizzare queste aziende al rispetto delle leggi e delle normative; non sempre, nell'esperienza di tanti cantieri TAV, ciò è avvenuto. L'invio a tutte le ditte interessate ai lavori potrebbe essere utile ai fini di una maggior comprensione della nostra posizione e di una più completa conoscenza di tutti gli aspetti dell'iter procedurale. Un modo per partecipare efficacemente a questo nostro impegno è aiutarci a trasmettere i concetti alle ditte in vari modi: telefonando ai loro recapiti (in orario di ufficio), e leggendo il testo; eventualmente aggiungendo vostri commenti; inviando e-mail ai loro indirizzi con allegato il testo in pdf scaricato e commenti nella stessa e-mail; inviando fax (specie se si dispone di quei programmi su PC che automaticamente tentano l'invio finché ci riescono) del testo ed eventuali commenti. Meglio farlo ripetutamente, per essere certi che i concetti arrivino.

A portare in Europa la voce della Val di Susa provvederà l'europarlamentare Gianni Vattimo, che come hanno precisato i comitati:

Nel suo intervento ha ricordato che i contributi dell’Unione Europea al finanziamento della parte italiana dell’impresa erano condizionati, negli accordi finora vigenti, alla condivisione del progetto da parte delle popolazioni locali. Ha anche affermato che, poiché l’accordo delle comunità locali era una delle condizioni del finanziamento europeo, sembra evidente che questa decisione del Governo italiano configuri una vera e propria truffa nei confronti dell’Unione Europea oltre che una grave violazione delle regole democratiche e del sempre evocato principio della sussidiarietà.

La lettera è qui e qui la lista delle ditte.

Foto | No Tav Torino

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