Tav in Val di Susa, per Coldiretti è troppo alto l'impatto sull'agricoltura

Val di Susa, in pericolo secondo gli agricoltori di Coldiretti

Secondo Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino il Tav in Val di Susa potrebbe ripercuotersi pesantemente sull'agricoltura della zona e dunque chiede al Governo di non commettere errori come in passato. Leggo dal sito di Coldiretti Torino:

I berretti gialli non sono aprioristicamente contrari allo sviluppo e alla modernizzazione che il Tav – Treno alta velocità – potrebbe portare all’economia del Nord Ovest e a tutta l’Italia. Chiediamo una attenta valutazione delle ipotesi di tracciato. Il nostro obiettivo è impedire che si ripetano errori che, in passato, si sono verificati nella valle di Susa con la realizzazione delle tante opere pubbliche che l’hanno trasformata.

E le precedenti opere pubbliche quali il raddoppio della ferrovia e gli innumerevoli cantieri autostradali hanno portato oltre al progresso (non si capisce però verso quale direzione) anche una serie di problemi quali la perdita di terreni destinati alle coltivazioni a causa del mancato ripristino originario.

A preoccupare Chiabrando, però sono anche le acque. Scrive infatti:

Altro aspetto che ci preoccupa è quello delle falde acquifere. A seguito di precedenti realizzazioni di opere pubbliche in valle, intere borgate sono rimaste con le sorgenti prosciugate. Coldiretti chiede di individuare il tracciato con minor impatto sul territorio. Vogliamo evitare che la vallata venga ulteriormente penalizzata dall’ennesima grande opera. In tutta la valle di Susa l’agricoltura è un settore attivo; gli alpeggi sono una risorsa preziosa per l’economia locale. Senza il presidio dei coltivatori il territorio subirebbe profonde modificazioni. Tuttavia, sinora gli studi presentati non prendono nella dovuta considerazione la realtà agricola.


Perciò Coldiretti propone di essere invitata al tavolo della progettazione del TAV e aggiunge:
Noi coltivatori siamo preoccupati anche per quanto riguarda il materiale che verrebbe asportato dal cuore delle montagne per realizzare le gallerie. Non abbiamo informazioni sulle caratteristiche dei materiali e sui depositi. Anche in tal senso chiediamo maggiore chiarezza rispetto a quanto successo nel passato.

E a proposito dei carotaggi Sergio Barone presidente di sezione di Sant’Ambrogio di Torino, conclude:

Anche circa i sondaggi occorre essere limpidi e schietti. Nella valle di Susa sono vent’anni che si eseguono carotaggi, prima per l’elettrodotto, poi per i campionati mondiali e successivamente per le olimpiadi. Ora ci stanno dicendo che servono per individuare il tracciato. Io non sono un tecnico, ma l’impressione che si ha è che alcuni carotaggi sembrano essere privi di un senso logico particolare; forse servono a sondare la reazione della gente della nostra valle.

Via | Coldiretti
Foto | Flickr

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