Il WWF Toscana contro le norme a favore della caccia

Il WWF Toscana è sul piede di guerra da quando, ieri, è stato approvato il testo di legge regionale sulla caccia alla Commissione agricoltura. La prossima settimana, l'iter si concluderà in Consiglio con l'approvazione oppure con la proposta delle necessarie modifiche.

Quello che la Regione Toscana sta cercando di fare è di semplicare, e di molto, la vita ai cacciatori rendendoli cittadini dalle speciali ed inusuali "garanzie", una sorta di oligarchia che possa violare in più punti le norme vigenti non solo afferenti la tutela della fauna ma anche l'urbanistica. E c'è di più: le associazioni cui fanno capo godranno di un finanziamento pubblico per l'esercizio delle loro attività e iniziative istituzionali.

In questo modo, il 2,5% dei proventi delle tasse di concessione regionale per l'esercizio venatorio e dei contributi dovuti dai cacciatori per la caccia in mobilità (fuori dal proprio ambito territoriale) andranno ad arrichire proprio una lobby invisa dalla maggior parte della popolazione. La cifra esatta, certamente non trascurabile, però non è stata indicata dalla Regione. Non ancora.

Particolarmente contestati, e giustamente, l'utilizzo di trappole ‘selettive', a seguito di una semplice autorizzazione da parte della Provincia - fattispecie, questa, sanzionata penalmente dalla Legge nazionale -, l'apertura al commercio della fauna selvatica abbattuta - altra ipotesi penalmente sanzionabile e funzionale a impedire il proliferare dei fenomi di bracconaggio - ; gli abbattimenti fuori stagione nonché la riduzione delle forze di vigilanza sul territorio. Così, Guardie Zoofile e Ambientali Volontarie (GAV) vedranno drasticamente ridotte le proprie mansioni. A patire di tutto ciò sarebbero soprattutto gli ungulati e gli uccelli migratori, nonostante le direttive europee per proteggerli. Manca poco. Il danno potrebbe essere irreversibile.

Foto | Flickr

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