Il monitaraggio contro la cementificazione del territorio: nasce il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo

Ogni giorno, in Italia, secondo gli studi effettuati sul territorio da Legambiente e INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) scompare una superficie pari a circa 100 ettari sotto una colata di cemento. Un fenomeno costante già da qualche anno che depaupera le risorse, la qualità e la fruibilità dell'ambiente. Inevitabile, inoltre, il riferimento alle ricadute che ciò comporta sulle attività agricole alla base di molti prodotti "made in Italy". Troppo spesso, lo sviluppo urbano si realizza senza una reale pianficazione a causa dell'effetiva mancanza di strumenti - spesso per via di costi considerati eccessivamente onerosi dai Comuni -e, nonostante la fitta normativa in proposito, a spese di aree anche di pregevole valore paesaggistico.

Per questa complessa rete di motivi, e al fine di semplificare e rendere più continuative le attività di monitoraggio e tutela del territorio nazionale, l'Inu e Legambiente hanno dato i natali al Centro di ricerca sui consumi di suolo (Crcs). L'istituto, che si sostanzia in un centro di competenza, elaborazione e divulgazione dati, si configurerà, pertanto, come uno strumento di primaria importanza per le valutazioni in sede politica e di pianificazione del paesaggio. Così, sulla vicenda, Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente):

In Italia non solo siamo privi di un piano nazionale di lotta al consumo di suolo, ma deteniamo ancora un grave ritardo nell'acquisizione di dati aggiornati sul processo di cementificazione e sulle conseguenze ambientali, economiche e sociali che ne derivano. Un fenomeno di mancata consapevolezza che lascia maggiore liberta' a chi specula sulla edificazione selvaggia del territorio.

Foto | Flickr

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