Caccia, 150 associazioni ambientaliste chiedono aiuto al Premier: "Berlusconi, ferma la strage"

Caccia: 150 associazioni firmano l\'appello e chiedono aiuto al premier Berlusconi Centocinquanta associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera al Premier Berlusconi, a poche ore dal voto in aula, per chiedergli di cancellare l'art.38 che di fatto prolunga i periodi di caccia proprio nell'anno in cui il Governo si è impegnato a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità della tutela della biodiversità. Spiega la LIPU:

La cancellazione dei limiti della stagione venatoria italiana non solo non è presente nella procedura di infrazione della Commissione europea ma è addirittura contraria a quanto chiede Bruxelles, cioè l'assoluto ed esplicito divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli (si vedano i Punti 16 e 17 della Procedura 2006/2131). Stesso discorso per la Guida sulla caccia, cui viene inopinatamente dato carattere legislativo quando la Commissione europea, a pagina 2 della medesima Guida, chiede di non darle carattere legislativo. Una situazione davvero surreale.

Dunque con la scusa di recepire le norme europee non si fa altro che autorizzare la caccia per periodi più lunghi. Scrive LIPU:

Viene dunque alla luce la verità sugli eventi che stanno segnando la legge Comunitaria, così come sul merito di questa vicenda, riassumibile in poche battute: l’Europa accusa l’Italia di cacciare troppo e male, l’Italia si organizza per cacciare ancor più e peggio. A discapito degli uccelli migratori, della natura e del 90% degli italiani, come denunciato oggi nell’appello delle 150 associazioni al Presidente Berlusconi.

Dopo il salto l'appello a Berlusconi.

Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia.
L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.
Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria.
E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.
Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini.

Via | Comunicato Stampa
Foto | LIPU

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