Approvata al Senato la caccia "no limits". Associazioni ambientaliste sul piede di guerra

Un colpo di mano per qualcuno. Un abominio per (quasi) tutti: l'articolo 38 del ddl comunitario sulla caccia che allunga la stagione venatoria ai mesi di febbraio e agosto, è stato approvato al Senato. Con estrema leggerezza e nonostante le vive proteste delle 150 associazioni ambientaliste, purtroppo inascoltate.

Ma sono stati ignorati anche i pareri negativi del Ministero dell’Ambiente - secondo cui l’articolo si configura come peggiorativo rispetto alla situazione di infrazione dell’Italia sulla caccia -; quello dell’ISPRA - l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia - e anche quelli delle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo.

Ora, spetta alla Camera decidere. Se malaguratamente anche in questo consesso il testo dovesse passare inalterato, la stagione venatoria rimarrà di cinque mesi solo per alcune tipologie di mammiferi mentre alle Regioni verrà concessa libertà di deroga per uccelli migratori e altre specie. Inoltre, i limiti temporali finora vigenti per la caccia all'avifauna saltarebbero del tutto permettendo l'estensione proprio a quei mesi in cui i migratori sono più vulnerabili, per via della riproduzione e quando, in piena estate, la stagione turistica è al massimo. Un danno multiplo, dunque, per la biodiversità e per il turismo ma anche, in fondo, per l'immagine di un'Italia sempre più incapace di far fronte agli impegni presi in sede europea e internazionale.

Per fortuna, fanno sapere le associazion i ambientaliste, Lipu in testa,

La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale!

Via | Lipu
Foto | Flickr

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