Coltivare mais transgenico

questo non e\' mais OGMSono stati esposti oggi a Cremona i risultati di alcuni studi sulla probabilità che una coltura di mais geneticamente modificato possa impollinare, e quindi diffondere mutazioni genetiche, i campi vicini. Gli esperimenti sono stati fatti in 40 ettari di campi della Lombardia, utilizzando mais colorato (dotato di geni naturali che colorano i chicchi, non modificati in laboratorio, perché in Italia è vietato per legge seminare OGM all'aperto), grazie al quale era facile trovare e riconoscere gli ibridi.

Gli studiosi del CEDAB (CEntro di Documentazione sulle AgroBiotecnologie) sostengono che, piantando delle strisce di mais "cuscinetto" al bordo dei campi OGM, si possa assorbire il polline transgenico, impedendogli di raggiungere i campi circostanti. Tali strisce dovrebbero essere almeno di 17,5 metri.

Anche calcolando attentamente il momento della fioritura si può impedire l'impollinazione incrociata (se il mais OGM fiorisce quando le varietà vicine NON stanno fiorendo, allora il suo polline avrà meno probabilità di far danni).

Mettere una certa distanza tra i campi non sembra funzionare (il vento porta il polline lontano). Una minima sicurezza si potrebbe avere sopra la soglia dei 30 metri tra campo e campo, ma quando mai avete visto qualcuno lasciare così tanto incolto tra un campo e il successivo? In Pianura Padana, dove si coltiva gran parte del mais italiano, sono state tagliate quasi tutte le siepi che delimitavano i campi per guadagnare anche gli ultimi due metri coltivabili.

» Vegetalia la fiera a Cremona dove sono stati presentati i dati

» Il sito del CEDAB che ha eseguito gli esperimenti

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