La sindrome da naso bianco minaccia i pipistrelli francesi

Personalmente, ho sempre trovato affascinanti i pipistrelli e poco condivisibile quella fama eccessivamente sinistra che, da sempre, li circonda. In realtà, questi mammiferi hanno un ruolo biologico sostanziale nel controllo delle popolazioni di insetti e nell’impollinazione delle piante e sono ottimi indicatori dello stato di salute dell'ambiente circostante. Eppure, spesso privati anche del favore del "grande pubblico", sono sempre più minacciati: diserbanti, concimi chimici, inquinamento, pale eoliche... tutto sembra tramare contro i simpatici chirotteri. Da ultima, è intervenuta anche la patologia da naso bianco (Geomyces destructans) che, nonostante il nome per nulla minaccioso, pare responsabile della morte di oltre un milione di pipistrelli, dal 2006, negli Stati Uniti. Si tratterebbe di un particolare fungo, patogeno per la nostra specie, altamente refrattario alle temperature superiori i 20°C, che attacca i chirotteriformi nella fase di loro maggiore vulnerabilità, durante il letargo invernale, "marchiandoli" con segni bianchi sul musetto, il dorso e le ali. Successivamente, gli individui colpiti tenderebbero a indebolirsi, a uscire prematuramente dallo stato di ibernazione e a consumare anzitempo tutte le riserve grasso.

Il fungo è stato osservato nel 2009 per la prima volta in Europa, in Francia, e si teme possa espandersi a macchia d'olio a tutto il Vecchio Continente. Per fortuna, al momento, c'è una buona notizia: sembrerebbe che rispetto ai cugini americani, i pipistrelli nostrani abbiano sviluppato una qualche immunità al Geomyces destructans tanto da riuscire a sopravvivere... E forse questa potrebbe costituire la chiave di salvezza dei chirotteri statunitensi. Perché possano essere protetti almeno dalle patologie!

Via | cdc.gov
Foto | Flickr

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