venerdì 19 marzo 2010

Ecopass, quando a decidere è il Giudice di pace. La strana storia di Milano

pubblicato da Peppe Croce in: Inquinamento Italia Politica Auto Bus, Tram, Taxi

Il Giudice di pace boccia l'Ecopass milanese

Apprendo dagli amici di 02Blog che un Giudice di Pace di Milano ha accolto il ricorso di un cittadino contro una multa fatta per violazione dell’Ecopass, cioè della zona interdetta o limitata al traffico. La cosa, onestamente, mi sconcerta alquanto. Non tanto per il concetto di Ecopass in sé, che è certamente controverso, bensì per il fatto che a decidere su un tema del genere sia un Giudice di pace. Ma, prima di tutto, leggiamo i dettagli della sentenza, come riportata da 02Blog:

pur non affermando che le delibere comunali istitutive dell’area Ecopass sono in sicuro contrasto con la legge e pur non affermando che sono illegittime per violazione di legge, ritiene che sono illegittime per eccesso di potere per disparità di trattamento […] non si giustifica il diverso trattamento tra coloro che accedono all’area Ecopass in un giorno feriale e coloro che vi accedono in un giorno festivo, o tra coloro che vi accedono in diverse fasce orarie

La risposta del Comune di Milano non si è fatta attendere e il vice sindaco e assessore alla Mobilità e Trasporti, Riccardo De Corato, ha ribadito il concetto che a pronunciarsi sull’Ecopass non può essere un Giudice di pace principalmente perchè il provvedimento in questione, oltre ad avere fini ambientali, ha soprattutto fini educativi:

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martedì 09 marzo 2010

Messina, con il finto ecopass prima del ponte si pagherà il pedaggio

pubblicato da Peppe Croce in: Inquinamento Auto Elettrico Bus, Tram, Taxi

A Messina arriva l'ecopass. Ma �¨ solo un balzello

Il problema del traffico, ormai da anni, a Messina è drammatico. Ogni anno milioni di auto, camion e autoarticolati transitano in città provenendo dall’autostrada per imbarcarsi in direzione della Calabria con pesanti ripercussioni sui livelli di inquinamento: secondo uno studio di Legambiente e Fs a Messina la soglia di Pm 10 viene superata due giorni su tre e l’inquinamento acustico è totalmente fuori controllo.

Per capire di cosa stiamo parlando, basti pensare che il sindaco è anche “Commissario Delegato per le misure dell´emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità”. Proprio in qualità di commissario l’attuale primo cittadino, Giuseppe Buzzanca, ha appena istituito un ticket per tutte le auto in transito da Messina. Un vero e proprio pedaggio, che entrerà in vigore il primo giugno e che, tra le altre cose, è anche abbastanza caro. Come informa l’Ufficio stampa del Comune di Messina

Le tariffe saranno di 1,50 euro per le auto; 5 euro per autocarri e bus; 8 euro per autotreni ed autoarticolati, solo andata; mentre comprensive di viaggio di ritorno saranno rispettivamente 2,50, 9 e 15 euro. Tutti i mezzi saranno esentati dal pagamento del ticket nei giorni feriali, nella fascia oraria compresa tra le 24 e le 7 del mattino e nei giorni festivi, dalle 7 alle 22. Sono altresì esentati dal pagamento le auto condotte da residenti nelle provincie di Messina e Reggio Calabria, oltre ai mezzi delle Forse Armate, delle Forze dell’ordine, dei Vigili del Fuoco e dei sevizi di soccorso, nonché i veicoli adibiti al servizio di persona con limitata e/o impedita capacità motoria

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martedì 02 marzo 2010

Campania: un progetto per produrre biodiesel dalle terre della camorra. Farà viaggiare gli autobus.

pubblicato da Peppe Croce in: Inquinamento Carburanti Agricoltura Bus, Tram, Taxi

Nelle terre della camorra si produrrÃ�  biodiesel E’ stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra Regione Campania, Ente autonomo Volturno, gestore dei trasporti pubblici regionali, TechnoDistrict e l’arcidiocesi di Capua che da il via al progetto “Agro-Energy”.

Il progetto è molto interessante perchè consiste nel coltivare alcuni terreni dell’agro aversano, sequestrati alla camorra, con essenze oleaginose utili a produrre biodiesel. Oltre al valore simbolico di strappare la terra ai camorristi, c’è anche un risvolto ecologico che va anche oltre la riduzione del consumo degli idrocarburi.

I terreni sequestrati, infatti, spesso sono contaminati a causa degli sversamenti illegali di rifiuti. Ciò ne pregiudica ogni tipo di sfruttamento per scopi alimentari. Ecco allora l’utilità di coltivarlo per produrre biodiesel: si rimette in produzione il terreno per scopi non alimentari e, contemporaneamente, si aiuta il terreno a smaltire gli inquinanti tramite la coltivazione.

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mercoledì 24 febbraio 2010

Vino nel motore e aria più pulita

pubblicato da alessandra in: Inquinamento Tecnologia Italia Carburanti EcoComunicazione Auto Bus, Tram, Taxi

Che un bicchiere di vino al giorno faccia buon sangue è cosa nota. Lo è forse meno che faccia anche l’aria “buona”. E’ questo il fulcro del progetto che la Magigas, nota azienda pistoiese operante nel settore nella distribuzione di Gpl nel nord Italia, sta portando avanti per la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti, in particolare di particolato, delle vetture più vecchie a partire proprio da una miscela composta da sottoprodotti del vino e normale gasolio.

La sperimentazione, al momento, è condotta su motori di autobus Iveco Euro 0 e Euro 2 presso il Centro Ricerche europeo JRC di Ispra, in provincia di Varese, e sta evidenziando risultati decisamente positivi con una riduzione del 50% di PM10 prodotti. Sulla base delle rilevazioni effettuate, l’emissione specifica di un autobus equipaggiato con motore Euro 2 che circola in area urbana - responsabile i media di 0,55 grammi di PM10 per chilometro - si ridurrebbe, in questo modo, a circa 0,18 gr/Km.

L’idea è stata salutata con estremo interesse, fra gli altri, dalla Regione Veneto che ha deciso di utilizzare in via del tutto sperimentale, nell’arco di 6 mesi (marzo-agosto), la miscela denominata D7 sulla flotta di autobus dell’Actv in servizio al Lido di Venezia. Se i dati a seguito del rapporto di metà periodo dovessero essere almeno quelli attesi, poi, con una riduzione prevista di PM10 almeno pari a 185 Kg, a 2.656 tonnellate di C02 e al 5-10% per l’ossido di azoto, la Regione ha fatto sapere che convertirà anche altri motori inquinanti tra cui, in primis, quelli dei vaporetti. Nell’attesa, ha comunque finanziato il progetto con 100 mila euro mentre, ancora, la polemica sull’effettiva sostenibilità dei biocarburanti perdura.

Via | Magigas
Foto | Flickr

lunedì 01 febbraio 2010

I Verdi contro le "Polveri assassine" in Italia

pubblicato da alessandra in: Inquinamento Italia Politica EcoComunicazione Auto Bus, Tram, Taxi

Venti morti al giorno. Quasi 8000 in un anno. Oltre 4,5 miliardi di euro andati in fumo tra assistenza medica e farmaceutica e giornate lavorative perse. Questo il quadro presentato dai Verdi- insieme a Mario Tozzi e Roberto della Seta - nel dossier “Le polveri assassine”, vero banco d’accusa per i politici italiani troppo spesso decisi a non prendere troppo sul serio la questione dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città. Eppure, le polveri sottili hanno un costo non trascurabile non solo nel senso della ridotta qualità della vita dei cittadini ma anche per le inevitabili ricadute sul Pil nazionale.

Si legge nel dossier (peraltro in più punti riprendendo dati dell’OMS):

L’Italia è tra i Paesi europei in cui si registra la maggior percentuale di popolazione urbana esposta ad elevate concentrazioni di sostanze inquinanti: oltre il 90% di polveri sottili e più del 50% di biossido di azoto. Oltre 6.000 ricoveri per problemi cardiovascolari e respiratori e circa 65.000 casi di bronchite acuta e attacchi di asma concentrati in modo particolare tra i giovani, ogni anno.

I maggiori responsabili di tutto ciò, al solito, sono i trasporti privati, troppo spesso utilizzati per percorsi anche inferiori ai 3 Km. Forse una soluzione ci sarebbe: incrementare piste ciclabili e trasporto pubblico, sull’esempio di Londra - il sindaco Jonhson vuole incrementare i viaggi in bicicletta dei londinesi del 400% entro il 2025 grazie alla costruzione di ben 12 cycle superhighways - o Parigi. Eppure, nessuno fa nulla. O si fa troppo poco. Evitando le responsabilità. In fondo, basterebbe destinare gli 8 miliardi di euro stanziati dal governo per la costruzione del Ponte sullo Stretto a opere sulla mobilità sostenibile. Guadagneremmo, secondo le proiezioni dei Verdi, 90 chilometri di metropolitana o 621 chilometri di rete tranviaria, 3.273 tram e 23mila autobus ecologici in più. E molta salute.

Via | Terra
Foto | Flickr

mercoledì 20 gennaio 2010

Milano e la mobilità sostenibile: presentati oggi i bus a idrogeno

pubblicato da alessandra in: Inquinamento Italia EcoComunicazione Bus, Tram, Taxi Idrogeno

A poche settimane dalla class action del Codacons contro lo smog, ATM - l’azienda per i trasporti pubblici a Milano - ha presentato questa mattina in piazza Duomo il primo bus ad idrogeno - ad emissioni zero - del capoluogo lombardo. Al prototipo, stando alle intenzioni degli organizzatori dell’evento, ne seguiranno presto altri 2 che, entro il 2011 e per i cinque successivi anni di sperimentazione, svolgeranno regolare servizio di linea in giro per la città senza emettere altro se non vapore acqueo. Successivamente, e sulla base dei risultati raggiunti, si si potrà pensare di incrementare il numero di questi bus. La proiezione di spesa da qui ai prossimi 4 anni si aggirerebbe attorno ai 639 milioni di euro.

Il progetto rientra all’interno del più ampio piano “Chic (Clean Hydrogen In European Cities)” che annovera fra i propri partecipenati, oltre alla già citata ATM, anche le aziende per il trasporto pubblico di Torino, Londra, Bolzano e Oslo allo scopo di permettere la produzione in serie, prima, e la diffusione, poi, dei bus alimentati ad idrogeno.

Fonte | Milanotoday
Foto | Flickr

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giovedì 24 dicembre 2009

Tokyo, il velo-taxi di Ginza

pubblicato da Marina in: Web&Blog Persone Asia Biciclette Bus, Tram, Taxi

Il taxi a pedali di Ginza

Nello scicchissimo quartiere di Ginza a Tokyo, non manca il velo-taxi. La foto l’ha scattata Danny Choo durante uno dei suoi interminabili tour. Le immagini del reportage di Danny riflettono un quadro di consumismo estremo per una festività natalizia che per i giapponesi ha un solo significato: acquisti, acquisti e acquisti.

Le strade di Ginza sono illuminate a iosa, i negozi stracolmi di oggetti di lusso, le strade piene di Limousine. Si distingue il taxi a pedali che scarrozza gratis i malati di shopping su e giù per Chou Dori, strada che ospita le boutique delle firme ma divenuta nel periodo festivo isola pedonale.

Via | DannyChoo

lunedì 21 dicembre 2009

A Bologna la migliore mobilità sostenibile d'Italia

pubblicato da alessandra in: Inquinamento Italia Politica EcoComunicazione Auto Biciclette Bus, Tram, Taxi

E’ Bologna, quest’anno, a fregiarsi del titolo di città dalla mobilità più sostenibile d’Italia. Ad affermarlo, il consueto rapporto annuale “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, realizzata da Euromobility - l’Associazione Mobility Manager - con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. I centri urbani oggetto dell’indagine sono ovviamente quelli che contano più di 100.000 abitanti oltre alle province autonome di Trento e di Bolzano.

Piuttosto scontata la permanenza di un’Italia a due velocità: più innovativa e attenta all’ambiente al nord e più refrattaria all’ecologia al sud e, tra le prime dieci città segnalate per meriti alla mobilità sostenibile, non si segnala che Bari tra i centri urbani meridionali – slittata peraltro dal settimo posto dell’anno scorso alla nona posizione di quest’anno. Decisamente meglio Firenze che si aggiudica il secondo posto, seguita da Parma, Trento e Milano, poi Venezia, Reggio Emilia e Padova. A chiudere tristemente la classica, invece, appaiono Taranto, Sassari e Catania.

Inoltre, è Milano a fregiarsi della palma d’oro per il miglior trasporto pubblico offerto agli abitanti – seguita da Venezia e Roma - come per il più efficiente bike sharing della penisola, mentre, per numero di auto a GPL svettano allegramente Ravenna, Bologna e Ferrara. Più triste, sicuramente, il primato di Latina, seguita da Roma e Potenza rispettivamente prima seconda e terza quanto a numero di automobili ogni 100 abitanti: ben 72 per la prima, oltre 70 per la Capitale e 70 per la terza.

Gli indicatori di cui ci si è avvalsi per stilare la graduatoria sono stati: numero ed efficacia delle innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, piattaforme logistiche per le merci, mobilità manager, ecc); stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano) e, non da ultima, l’offerta di trasporto pubblico, i km di piste ciclabili nonché l’adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.

Fonte | Euromobility
Foto | Flickr

mercoledì 16 dicembre 2009

La Provincia di Roma porta il buon esempio a Copenaghen

pubblicato da missunderstanding in: Informazione Persone Agricoltura Politica Bus, Tram, Taxi Acqua

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, è intervenuto durante la conferenza internazionale sui cambiamenti climatici di Copenaghen per illustrare progetti e progressi in ambito ambientale della pubblica amministrazione.

Zingaretti ha illustrato i risultati raggiunti dalla Provincia di Roma nell’ambito dei sette punti previsti dal Piano Provinciale Kyoto: l’ammodernamento delle reti idriche, lo sviluppo delle rinnovabili, la promozione della mobilità sostenibile, la pianificazione territoriale, la tutela della biodiversità, gli aiuti all’agricoltura, gli acquisti verdi della P.A.. Zingaretti ha inoltre presentato il progetto per il fotovoltaico nelle scuole e ha parlato dei bandi per finanziare progetti pubblici e privati della provincia.

Siamo contenti di aver portato al vertice di Copenaghen un esempio italiano di buone pratiche in campo ambientale, presentando in una sede così prestigiosa le sette sfide e i primi risultati del Piano d’Azione Provincia di Kyoto lanciato dalla Provincia di Roma nello scorso febbraio“.

Questo il punto di vista del Presidente della Provincia, che ha elogiato gli sforzi della pubblica amministrazione, che nell’anno passato ha supportato l’incremento della raccolta differenziata finanziando 35 centri di raccolta, 4 impianti di compostaggio e ha acquistato 11.500 compostiere da distribuire in ordine sparso. Converrete con me che 11.500 compostiere saranno pure un investimento, ma non sono niente se si considerano gli abitanti della capitale e della provincia, tra le più popolase d’Italia. Questo era il punto di vista dell’amministrazione a Copenaghen, ma la cittadinanza la penserà allo stesso modo?

via | romanotizie

venerdì 06 novembre 2009

Bhyke, bicicletta con pedalata assistita a idrogeno

pubblicato da Marina in: Tecnologia Italia Rinnovabili Ibridi Elettrico Biciclette Bus, Tram, Taxi Idrogeno

Bici elettrica alimentata a idrogeno L’idea è quella di farne una flotta, di certo, Bhyke, questo il nome del prototipo, è un bell’esercizio tecnico: bicicletta con pedalata assistita alimentata a idrogeno. L’idea nasce in casa CNR, presso il laboratorio congiunto dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Itae-Cnr) di Messina e TRE S.p.A, con cui l’ITAEC segue ricerche per mini aerogeneratori, Dssc cioè celle fotovoltaiche di terza generazione, fitodepurazione da microalghe e produzione e impiego dell’idrogeno.

Così la descrive Giorgio Dispenza, responsabile della ricerca per Itae-Cnr:

La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro. La nostra bicicletta a pedalata assistita, rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali, presenta notevoli vantaggi: maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale.Questo secondo aspetto è particolarmente vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio.

L’idea è quella appunto, di sviluppare flotte di bici, che come spiega Vincenzo Antonucci coordinatore del gruppo dei sistemi dell’Itae-Cnr:

il cui sistema di rifornimento idrogeno sarà composto da una fonte di energia rinnovabile (solare fotovoltaico) ed un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero.

Il progetto è inserito in un più ampio contesto di sviluppo di una mobilità all’idrogeno, che comprende HBUS, bus elettrico-ibrido, MECCANO, in collaborazione con Fiat per mini veicoli a fuel cell e HyTRACTOR, per un trattore a idrogeno ricavato da biomasse o rinnovabili.

Via | CNR
Foto |Ciclismo

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