Piste ciclabili: Piemonte e Liguria scommettono sul recupero dei rami secchi

Le vecchie ferrovie diventano l’opportunità per sviluppare il cicloturismo: in Liguria l’esperimento ha funzionato, ora tocca al Piemonte 

È di ieri la notizia di una nuova stagione di impegno del Piemonte nell’allestimento di nuove piste ciclabili, dopo il boom degli anni zero e la frenata dell’ultimo triennio. Ma ciò che più conta è che il Piemonte punta a trasformare in piste ciclabili le vecchie reti ferroviarie dismesse da almeno un decennio, i cosiddetti rami secchi.

Il Consiglio regionale ha approvato un emendamento in tal senso, proposto dal PD e collegato alla manovra finanziaria 2013, con il quale avvierà un progetto sperimentale per la copertura delle linee ferroviarie dismesse del Piemonte.

Stiamo lavorando a un progetto sperimentale di questo tipo già da diversi mesi. Stiamo discutendo anche con Rfi per ottenere il comodato d'uso gratuito. Per la tecnologia utilizzata l'idea non avrebbe altri esempi in Italia,

ha detto l'assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio. Dunque se da una parte si tenta la strada di un utilizzo gratuito delle strade ferrate, dall’altra il progetto prevede l’utilizzo di pannelli di gomma adagiati sulle rotaie con una dimensione tale da rendere possibile la marcia in due direzioni. Una soluzione che avrebbe tre punti di forza: il costo contenuto, il basso impatto ambientale e la reversibilità nel caso si decidesse di riavviare la ferrovia su di una determinata tratta. E poi, un progetto di questo genere, fornirebbe un vero e proprio salvagente alla Mondo, l’impresa dell’albese che ha ricoperto di tartan le piste di mezzo mondo ma che sta attraversando, attualmente, un periodo di grave crisi.

I tempi di realizzazione sarebbero brevi e la Regione potrebbe sostenere economicamente il progetto attraverso i fondi Fas per il sistema turistico.

Intanto, nella vicina Liguria, la Giunta regionale ha approvato un finanziamento di 3,5 milioni di euro, a valere sul Par Fas (Fondo Aree sottoutilizzate), per interventi di realizzazione di piste ciclabili nel territorio ligure.

Due milioni di euro sono destinati alla creazione di nuove piste ciclabili nelle Province di Genova (Arenzano, Carasco e Casella) e Imperia (Camporosso), per un totale di 9,5 chilometri di sviluppo. Altri 1,45 milioni sono stati stanziati per il completamento del Parco Costiero del Ponente Ligure, una delle piste ciclabili più lunghe del Mediterraneo, nata sul tracciato della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia.

Un altro co-finanziamento deliberato in giunta e destinato alla Provincia di La Spezia darà vita a un percorso ciclabile lungo il Canale Luense che si sviluppa per 23 chilometri fra Liguria e Toscana. Altri 100mila euro finanzieranno la pista ciclabile tra Framura e Deiva Marina. Tante opere per favorire il cicloturismo e i viaggi itineranti, ma c’è un grosso problema: provate voi, nei mesi estivi o in altri periodi di alta stagione, a trovare una stanza (o anche solo una piazzola in campaggio) per una sola notte. Se si vogliono stimolare le gite dei residenti, ben vengano le ciclabili, se, invece, si vogliono creare opportunità per il turismo si faccia un patto con gli albergatori perché vengano incontro alle esigenze dei cicloturisti che, per la natura del mezzo, sono abituati a cambiare località e struttura ricettiva giorno dopo giorno.

Foto © Getty Images

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