I fiumi sotterranei della Gran Bretagna tornano alla luce

Molti dei corsi d’acqua interrati in epoca vittoriana ed edoardiana verranno ripristinati

Nell’Ottocento, ma anche nel secolo scorso, la Gran Bretagna seppellì molti dei suoi fiumi. I fiumi – a meno che non servissero per la fornitura dell’acqua per l’industria conciaria o per il trasporto dei rifiuti erano considerati sconvenienti e dirottati con canalizzazioni oppure seppelliti. Una sorta di rimozione collettiva durata oltre un secolo che, ora, fa registrare un trend in controtendenza.

In Gran Bretagna esiste una vera e propria rete di fiumi perduti (qualche mese fa vi abbiamo parlato dell’ottimo documentario Lost Rivers che ne prende in esame alcuni)e il governo britannico, facendo seguito a una direttiva quadro sulle acque dell’Unione Europea che mira a infondere nuova vita nei corsi d’acqua naturali entro il 2027.

Nella sola Londra vi sono almeno 20 fiumi perduti che, in passato, sono stati sepolti per consentire alla città di espandersi: fra questi ci sono il Tyburn, l’Effra e il Fleet. Molti di questi dovranno restare sotterranei, altri, come il fiume Quaggy sono stati riportati in superficie. Altri fiumi che verranno ripristinati sono il Salmon’s Brook, il Calder di Burnley e il Wensum di Norfolk.

Si tratta di progetti sostenuti dall’Agenza per l’ambiente che si è impegnata, insieme ad altre organizzazioni, a ripristinare 9.500 miglia di fiumi sotterranei.

Il fiume che più di ogni altro ha attirato l’attenzione dei media è il Medlock che venne interrati con 8 milioni di mattoni rossi e brillanti prodotti dalla Accrington e realizzati nel Lancashire: gli stessi mattoni che vennero utilizzati per le fondamenta dell’Empire State Building. Gli operai che lavorano al ripristino hanno già avvistato trote e martin pescatori, per la nascita delle piante, invece, bisognerà aspettare un po’ di più. Ma è solo questione di tempo e la luce porterà la vita nel Medlock e in tanti altri fiumi della Gran Bretagna.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

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