Roma, approvata l'anagrafe pubblica dei rifiuti

L'Assemblea Capitolina vota l'istituzione dell'anagrafe pubblica dei rifiuti: un primo, lentissimo, passo verso la normalità

Ieri sera, dopo otto sedute consecutive andate a vuoto per mancanza del numero legale, l'Assemblea Capitolina ha votato l'istituzione dell'anagrafe pubblica dei rifiuti, il primo strumento legislativo utile a conoscere l'esatta portata non solo dell'emergenza rifiuti della Capitale ma di tutto il tema rifiuti a Roma.

Fondamentale è stata la battaglia, contro buona parte del Consiglio, portata avanti dal consigliere radicale Riccardo Magi.

L'anagrafe pubblica dei rifiuti, uno strumento proposto e realizzato a Roma per la prima volta grazie al radicale Massimiliano Iervolino, che sui rifiuti a Roma e sul sistema dell'emergenza rifiuti nella Capitale è una vera e propria memoria storica, grazie anche ai libri scritti, permetterà alla città di Roma di fare il primo passo per superare quel "sistema Cerroni" criminogeno, che ha generato solo sperperi di danaro pubblico grazie al sistema delle emergenze pilotate e delle infinite proroghe per la discarica di Malagrotta.

Un sistema criminogeno che noi di Ecoblog abbiamo più volte cercato di descrivere, fatto di cifre e numeri misteriosi e clientele ancor più misteriose: l'anagrafe pubblica dei rifiuti permetterà di conoscere esattamente il volume dell'affare rifiuti romano, mentre oggi per conoscerne la portata occorre scartabellare tra le fatture della E-Giovi Srl, dell'Ama, nel bilancio del Comune.

"Il voto di oggi il Consiglio comunale - maggioranza e opposizione - ha dotato la Capitale di uno strumento semplice e rivoluzionario, in grado di segnare l'inizio della svolta rispetto alla mancanza di controlli denunciata dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti e rispetto a quel «sistema Cerroni» che, secondo le indagini, ha fatto proprio della falsificazione dei dati e dell’impossibilità di controllo dei cittadini, una prassi ricorrente. [...] Sapevo che non sarebbe stata una conquista semplice da ottenere. Il sistema di opacità nella gestione dei rifiuti da sempre a Roma ha visto la collusione trasversale dei partiti politici. [...] nei prossimi mesi il nostro impegno sarà teso alla piena applicazione della delibera, a favore dei cittadini romani, dei comitati territoriali e della stampa. [...] L'approvazione di oggi è anche una proposta per tutti i comuni italiani. Spero quindi che la Direzione Nazionale del Pd e Matteo Renzi, ma anche il Movimento 5 Stelle e gli altri grandi partiti presenti negli oltre 8 mila comuni d'Italia la facciano presto propria."

ha scritto sul suo blog il consigliere comunale Riccardo Magi, in solitaria battaglia iniziale per chiedere l'approvazione della delibera e isolato politicamente nella sua proposta politica, fatta eccezione per i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

Il contenuto della delibera

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La delibera approvata ieri si pone come obiettivo primario quello di rendere pubblici e consultabili i dati dell’intera filiera dei rifiuti, con particolare attenzione agli impianti di incenerimento/gassificazione, agli impianti di trattamento, alle discariche e alle questioni economiche che sono dietro l’intero ciclo.

In tal senso l'anagrafe pubblica dei rifiuti è una vera e propria rivoluzione, incentrata sulla trasparenza: quanti rifiuti produce Roma ogni giorno? Di che tipo? In che quantità? Dove vengono smaltiti i rifiuti solidi urbani? E la plastica differenziata? La carta? Il vetro? Quali sono i processi per il trattamento degli RSU? Quanti rifiuti vanno in discarica? Di che tipo? In quale invaso vengono portati? Dopo quale processo di trattamento?

Tutte domande alle quali oggi si può rispondere solo avviando inchieste giornalistiche, tampinando per giorni la procura di Roma e solo avendo buoni contatti in Ama e al Comune: in particolare è la seconda parte della filiera a necessitare di trasparenza, anche se pure le modalità di raccolta degli operatori dell'Ama hanno mostrato, nel recente passato, momenti di follia.

Video | Liberi Tv

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