Abbattuto l’ecomostro di Ostuni

Dopo trent’anni, l’edificio di tre piani costruito sulla costa della località turistica pugliese è stato abbattuto grazie al cofinanziamento della Regione Puglia

È stato abbattuto sabato mattina, a Villanova di Ostuni, in provincia di Brindisi, l’ecomostro costruito trent’anni fa e rimasto incompiuto. L’edificio, un palazzo di tre piani con una superficie di 1000 mq a piano era situato a ridosso della costa e della scogliera. Costruito abusivamente, in barba ai vincoli paesaggistici, per diventare un albergo è rimasto per un trentennio uno scheletro vuoto, uno dei (purtroppo) tanti sfregi perpetrati alle coste della Penisola.

L’abbattimento – deciso dopo un lungo contenzioso giudiziario – ha chiuso la Settimana della Bellezza ideate e organizzata da Legambiente. All’abbattimento era presente anche il governatore della Puglia Nichi Vendola che ha sottolineato come occorra

uscire fuori dalla logica dei condoni e delle sanatorie, logica che ha segnato gli ultimi 30 anni della storia italiana, sapendo che il consumo di suolo è un delitto per un paese fragile, delicato e prezioso come l’Italia.

La Regione Puglia ha messo a disposizione dei comuni le risorse economiche per abbattere gli ecomostri, ma solamente due richieste sono arrivate al Lungomare Nazario Sauro: quella della Procura di Lecce e quella di Domenico Tanzarella, sindaco di Ostuni. Secondo la vicepresidente e assessore alla Qualità del territorio Angela Barbanente,

Occorre dunque che i sindaci dei territori che hanno subito la violenza di immobili abusivi ci chiedano quanto più possibile il sostegno economico.

La demolizione – deliberata dalla giunta comunale di Ostuni lo scorso 30 gennaio e messa in atto da un'azienda specializzata di Perugia – è costata 160mila euro, di cui 80mila messi a disposizione dalla Regione Puglia che ha così coperto il 50% delle spese di abbattimento dell’edificio.

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Via | AdnKronos

Foto © Getty Images

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