Il nuovo presidente di Greenpeace Italia è Andrea Purgatori giornalista del caso Ustica

Andrea Purgatori è stato eletto presidente di Greenpeace. E' una firma nota del giornalismo italiano e per le sue inchieste dal rapimento Moro alla strage di Ustica

Il cambio al vertice di Greenpeace Italia si è avuto un paio di giorni fa allorché è stato eletto Andrea Purgatori che apre un nuovo quinquennio di presidenza. Lascia a mandato scaduto Ivan Novelli e entra appunto Andrea Purgatori firma nota del giornalismo italiano e da dieci anni nell'assemblea dei soci prima e nel consiglio direttivo poi di Greenpeace. Il passo fatto dall'associazione ambientalista non è da poco perché Andrea Purgatori è senza ombra di dubbio una delle penne più brillanti non solo del giornalismo d'inchiesta ma anche del giornalismo ambientale.

Purgatori nasce a Roma nel 1953 e si iscrive all'Albo dei giornalisti professionisti nel 1974 dopo aver studiato al Master of Science in Journalism della Columbia University a New York City. Erano gli anni dello scandalo Watergate e Purgatori nel 1976 diventa una delle penne di punta del Corriere della Sera: gli "anni di piombo" li racconta dalle colonne del quotidiano di via Solferino. Segue il filone delle inchieste, dal rapimento Moro alla strage di Ustica; ma segue anche la guerra in Libano nel 1982, la Guerra del Golfo del 1991,i conflitti tra Iran e Iraq e le rivolte in Tunisia e Algeria.

Purgatori_web
Completa il suo lavoro portando al grande pubblico televisivo in qualità di sceneggiatore film come “Il muro di gomma” la ricostruzione della Strage d Ustica; “Il giudice ragazzino” con la storia dell'omicidio di Rosario Livatino; “Fortapasc” che racconta la morte del cronista de Il Mattino Giancarlo Siani ucciso dalla camorra; e poi anche tra gli altri "Lo scandalo della Banca Romana", "L'Industriale" e "Caravaggio".

Ha detto Andrea Purgatori:

Sono onorato di assumere questo incarico in un momento in cui Greenpeace sta ottenendo importanti risultati nelle campagne e nella crescita dei sostenitori, che ormai sono quasi 70 mila. Penso che quest’associazione, che ha una forte identità internazionale, debba caratterizzarsi sempre più anche per il suo impegno sulle grandi emergenze ambientali del nostro Paese.

Foto | RagusaOggi

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