Stelle cadenti, il doodle di Google sullo sciame meteorico delle Perseidi

Le prime notazioni del fenomeno sono del 36 dopo Cristo, a opera di astronomi cinesi. I cosigli per un avvistamento ottimale

Google dedica il doodle di quest’oggi allo sciame meteorico delle Perseidi ovverosia al fenomeno più comunemente conosciuto come la notte delle stelle cadenti che, come abbiamo spiegato ieri, nell’ultimo secolo è progressivamente slittato dal 10 al 12 agosto in seguito allo spostamento di due gradi dell’orbita terrestre.

Puntuale come sempre in occasione di anniversari o eventi di scala globale, Google mostra un passaggio notturno e stelle cadenti che lo attraversano, un’immagine che riproduce un timelapse come quello che vi mostriamo nell’apertura di questo post.

Lo sciame meteorico delle Perseidi (il cui nome è determinato dal punto della volta celeste dal quale sembrano provenire le meteore ovvero quello della costellazione del Perseo) è costituito dai detriti lasciati dal passaggio di una cometa, cioè di uno sciame meteorico: nel periodo estivo è possibile osservare fino a cento scie luminose all’ora. Oggi e domani saranno i due giorni migliori per osservare questo tipo di attività. Per chi volesse ammirare le stelle il consiglio è di recarsi in luoghi lontani dall’inquinamento luminoso e, naturalmente, dare un’occhiata alle previsioni meteo circa l’annuvolamento di quell’area. In Italia, Paese molto urbanizzato, il consiglio è quello di andare in alta montagna, oppure in aree extraurbane prive di fonti di illuminazione. Già perché la principale fonte di disturbo nella visione delle Perseidi è proprio la prevaricazione delle altre fonti, siano esse quelle dell’illuminazione artificiale o quelle dell’illuminazione lunare.

La cometa Swift-Tuttle che ha dato origine allo sciame delle Perseidi venne scoperta nel 1862 in due diverse osservazioni di Lewis Swift e Horace Parnell Tuttle, dei quali porta il nome. Le scie luminose sono provocate dall’impatto che avviene fra i detriti e l’atmosfera alla velocità di 59 km al secondo. Si tratta di un fenomeno osservato per millenni, tanto che le prime notazioni relative a questo tipo di fenomeni da parte di astronomi cinesi risalgono al 36 dopo Cristo.

Tradizionalmente le scie luminose venivano chiamate “lacrime di San Lorenzo”, proprio perché l’acme della visibilità del fenomeno coincideva con la ricorrenza del santo.

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