
Una maxi truffa organizzata dal clan Sarno di Napoli è stata scoperta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Napoli. Questa volta, oggetto dei traffici illegali della camorra, erano i carburanti. Le fiamme gialle, infatti, hanno scoperto un giro da almeno 16 milioni di litri di gasolio adulterato (500.000 dei quali sono stati sequestrati), hanno arrestato 57 persone (44 ai domiciliari, i restanti in carcere) e ne hanno denunciato in totale 150.
L’operazione, chiamata Dirty Oil, ha messo in luce un clamoroso traffico internazionale di “olio farmaceutico” (in pratica vasellina o poco più) proveniente da Stati Uniti e Slovenia che poi veniva miscelato al normale gasolio. Il risultato era un carburante di pessima qualità, totalmente fuori da ogni standard internazionale, che faceva malissimo ai motori delle auto e, soprattutto, all’ambiente.
Ben poco, infatti, potevano i catalizzatori e i filtri antiparticolato delle auto che erano costrette a “digerire” questo carburante tanto economico quanto taroccato. Alla fine andava tutto in atmosfera contribuendo ad avvelenare, come se ce ne fosse stato bisogno, l’aria di Napoli che quanto a smog sta già messa bene.
Via | Tele Capri News
Foto | Flickr

E’ un continuo parlare in queste ore dell’acuirsi dell’emergenza rifiuti in Campania, complice il caldo che fa temere le peggiori malattie. Si temono nuovi roghi e nuove proteste e sale la pressione per far iniziare immediatamente i lavori nella cava di Chiaiano. Ma una voce fuori dal coro, una voce esperta, tecnica dice:
l’emergenza è una scusa. Il problema si può risolvere in un mese e la cava di Chiaiano non è idonea a diventare discarica.
La voce è quella di Franco Ortolani, ordinario di geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università Federico II di Napoli , nonché membro, scelto dai Comitati, della Commissione che ha eseguito i rilievi nella cava di Chiaiano e che ho intervistato al telefono.
Continua a leggere: "Emergenza rifiuti? Si risolve in un mese". Intervista a Franco Ortolani
Visualizzazione ingrandita della mappa
Nella bailamme dell’emergenza rifiuti ci si mette anche la voce del Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino che lancia la sua proposta: costruire un termovalorizzatore ad Agnano. Ai più questo quartiere di Napoli non dice nulla. A qualcuno potrà far venire in mente l’ippodromo, a pochissimi porta alla memoria le Terme tutt’ora in funzione in un posto incantevole, a pochissimi arrivano immagini idilliache di una zona immersa nel verde e nei boschi.
Lo so, la maggior parte delle persone storcerà il naso e penserà: “ma questi campani proprio non vogliono risolvere i loro problemi di smaltimento rifiuti”! Il punto è che non si capisce perché ma ai politici di turno viene sempre in mente di piazzare discariche e termovalorizzatori in zone che andrebbero preservate. Ecco Agnano, un ex vulcano spento, è uno dei polmoni verdi di Napoli dove sorge tra l’altro la riserva WWF degli Astroni.
Continua a leggere: Termovalorizzatore ad Agnano (Napoli): ma a chi serve?

Ve ne parlavo nel post del 19 maggio della marcia da Acerra a Napoli partita stamane e ancora in atto: “la marcia dei 1000 si“. Mentre vi scrivo i manifestanti si sono ritrovati in Piazza Dante a Napoli dove è stato organizzato un palco per accogliere gli interventi di: padre Alex Zanotelli, Maurizio Braucci, Rossano Ercolini, Franco Ortolani, Massimiliano Varriale, Fabrizio Bertini, Giovanni Vantaggi, Lucia Tamai, Rappresentanti delle 5 province Campane, Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, Rete Campana Salute e Ambiente, e con la partecipazione e il sostegno degli artisti Daniele Sepe, Sasà Mendoza, Guido Russo Project, Roberto Argentino, Lagoa, Marco Zurzolo, Finti llimani, Safillè, Foya, e ancora Nando Paole e Cetti Sommella, Il gruppo attori della RAI di Napoli della Squadra e di Un posto al Sole, Mario Porfito, Gennaro Silvestro, Federico Tocci, Patrizio Rispo, Luisa Amatucci, Gennaro Bellavia.
Perdonate l’orgoglio con cui scrivo questo post: ma o’masto è sempe o’ masto! (il maestro è unico). Pino Daniele ancora una volta si distingue per classe e intelligenza e sopratutto per vero amore verso la sua, nostra, Napoli. Ha inventato l’”eco-bliglietto”: porta una certa quantità di rifiuti riciclabili tipo lattine, bottiglie di plastica o carta e ricevi il biglietto per il concerto di Piazza del Plebiscito per il Vai mo tour 2008 - ricomincio da 30 - che ripercorre i trent’anni di carriera del cantautore partenopeo, o’masto, come viene anche chiamato dai fan di vecchia data.
Ne ha messi a disposizione 5000, per l’esattezza, che saranno gestiti da Confindustria Napoli e Conai, attraverso associazioni di volontariato che dopo aver “incassato” i rifiuti da differenziare, rilasceranno il biglietto. Pino propone alla sua città questa iniziativa: “Napoli non è una carta sporca”, dopo essere stato letteralmente buttato fuori dallo stadio San Paolo per il concerto dell’8 luglio. E invece di rinunciare ha chiamato a raccolta tutti i politici e gli amministratori, i colleghi musicisti della vecchia band tra cui James Senese e Joe Amoruso e ha trovato la soluzione: piazza del Plebiscito con posti numerati. Il salotto buono della città che riaccoglie, dopo l’esperienza unica del 1981 quando in una Napoli sfregiata dal terremoto dell’ ‘80 suonò per 200mila persone, i suoi fan della prima e dell’ultima ora.
Lo dico perchè lo penso: quando Napoli soffre Pino c’è. Tanto da aver voluto l’interesse del neo ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo, coinvolta sull’eco-biglietto e sul progetto “Napoli non è una carta sporca” che vuole lanciare una sensibilizzazione intensa verso la raccolta differenziata partendo proprio dalla musica e dal sociale ( i temi cavalli di battaglia di Pino). Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi delle associazioni a cui andranno consegnati i rifiuti da differenziare per ricevere in cambio il biglietto del concerto. Vi terrò aggiornati.
Via |PinoDaniele
![]()
E’ un idea semplice semplice: far aumentare e circolare il denaro li dove si trova. E la pensata nasce a Napoli, dove un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini, hanno realizzato che i soldi e la loro gestione non sono più nelle mani della gente ma delle banche e hanno inventato lo SCEC - Solidarietà ChE Cammina-un simbolo cartaceo che cammina insieme alle monete convenzionali ma che favorisce lo scambio di beni e servizi. In pratica lo SCEC da diritto ad uno sconto e il commerciante che lo accetta non ci perde nulla perché lo riuserà per acquistare altra merce o servizi.
L’economia si muove perché grazie agli sconti anche sostanziosi, la gente è invogliata all’acquisto, o meglio ridà valore all’euro e i consumi si moltiplicano all’interno della comunità che ha deciso di adottare questo sistema ridistribuiendo la ricchezza secondo la logica più consumi più guadagni.
I soci non devono pagare nulla né per l’iscrizione né per i primi 100 SCEC messi a disposizione dall’associazione e spendibili immediatamente. Chiunque può essere socio e chiunque può offrire servizi e come leggo dal sito:
a patto che non siano dannosi per il circuito stesso, ovviamente che non siano illegali e che rispettino i principi di non violenza, ecologia e solidarietà (e quindi di non sfruttamento delle persone). Ad esempio un commerciante d’armi, un negozio di pellicce di animali, una finanziaria, uno spacciatore, non sono graditi nella nostra associazione.
Continua a leggere: Scec, economia e solidarietà alla napoletana
Ricicli? Un caffè pagato! A Napoli, terra non solo di proteste e barricate, ma anche di inventiva e marketing. Un gruppo di giovani imprenditori locali ha messo in piedi un’idea geniale: una macchinetta che raccoglie bottiglie di plastica e lattine e che in cambio regala un caffè. Così se si portano a riciclare 30 bottiglie di plastica e lattine si ha il premio. Per ora si trova solo in Via Filangeri, 75. Le macchinette sono dotate di un dispositivo anti-frode che impedisce che siano immessi altri materiali. L’Idea è di una giovane azienda napoletana la RDItalia che le affitta agli enti e ai privati. Per cui sindaci campani ( e non solo!) siete stati informati!
Via | Napoli Blogolandia
Foto | Courtesy Napoli Blogolandia
Pagherà l’Italia per la questione immondizia campana. A poche ore dalla ripresa dell’emergenza, come ha segnalato piccolosocrate nel post più sotto, sappiamo che pagherà la nazione, com’è giusto, per l’incapacità tra amministratori locali, nazionali, commissari ordinari e straordinari di mettere ordine nella filiera smaltimento rifiuti. Il passaggio formale si compie domani 6 maggio, per dare il tempo a Bruxelles di informare Roma sul deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea.
Mentre oggi si decide anche se aprire una nuova procedura sul caso del piano per la gestione dei rifiuti pericolosi nel Lazio, dopo che la Corte ha già condannato l’Italia. In arrivo, nel prossimo futuro, dunque multe salatissime per l’intero Paese per una questione non ancora risolta. E una certezza: in Italia non sappiamo, non vogliamo, non ci “conviene” gestire i rifiuti.
Per Bruxelles “il fattore chiave è l’evidente fallimento dell’applicazione della direttiva rifiuti e del piano regionale sulla gestione dei rifiuti della Campania del 1997 - e soprattutto - si sottolinea - non venivano date indicazioni sui tempi di attuazione riguardanti l’effettivo funzionamento degli impianti Rdf (Refuse Derived Fuel, ovvero i termovalorizzatori), gli inceneritori e le discariche”. “Possiamo concludere - si legge alla fine del documento - che gli elementi per attuare un effettivo sistema di gestione dei rifiuti sono ancora lungi dall’essere completati, e quindi si propone di adire la Corte di giustizia” contro l’Italia.
Continua a leggere: Immondizia Campana: in arrivo multe dall'Ue

Salgono le temperature della colonnina di mercurio e non solo quelle a Napoli: sono state date alle fiamme 1.300 tonnellate di rifiuti accumulati nelle periferie e anche in zone più centrali della città partenopea. Già cosparsa di polveri disinfettanti, la spazzatura si accumula nelle strade creando diversi problemi: ieri, domenica, il sito di stoccaggio di Ferrandelle ha accumulato oltre a quelli stoccati in precedenza, tutti i rifiuti raccolti in un solo giorno nell’intera regione.
Di domenica si sa, i treni ecolog (quelli che portano la spazzatura in Germania) sono fermi ed i problemi di stoccaggio aumentano a Ferrandelle, mentre nel resto della regione ci sono stati più di 30 interventi dei vigili del fuoco: Afragola, Casoria, Acerra, Boscoreale, Giugliano ed in altri paesini dell’hinterland di Napoli, mini-discariche sono state incendiate, con il rischio di sprigionare sostanze tossiche nell’aria.
Piccoli incendi che hanno richiesto spesso anche più di un’ora l’uno per esser spenti: a tre mesi dall’emergenza rifiuti la Campania soffre ancora il problema e nonostante le classiche operazioni da elezioni ed annesse promesse dei candidati la situazione è ancora drammatica. Oltre a quello sociale, diventa incalcolabile il danno d’immagine per l’intera regione.
Via | Panorama.it
Continua a leggere: Incendi illegali di rifiuti a Napoli e provincia
Se le analisi presentate nei giorni scorsi, scagionano definitivamente la mozzarella di bufala campana dalla presunta presenza di diossina, a Bergamo presentano la prima mozzarella di bufala bergamasca. Dunque la gloria nazionale del “Made in Italy” gastronomico esce pulita e a conti fatti, nelle prime tre province campane analizzate, Napoli, Caserta e Avellino, sono già stati scagionati oltre 900 caseifici mentre su 265 campioni (ognuno corrispondente a 3-4 allevamenti), il 14% è risultato positivo alla diossina, con valori che rientrano nella cosiddetta “misura di incertezza”, ovvero di poco superiori al valore-soglia di 2 picogrammi. Nessuna positività, invece per le restanti due province campane.
Ma evidentemente a Bergamo non sono dello stesso parere se oramai da diversi anni allevano circa 3900 bufale da latte. E da oggi alla Fiera agricola di Treviglio, nello spazio Agripromo, si può degustare la prima mozzarella di bufala bergamasca e i formaggi realizzati esclusivamente con latte di bufala del caseificio Quattro Portoni, dei fratelli Alfio e Bruno: robiola, scamorza, bleu, squaquero, yogurth, ricotta, caciocavallo e crescenza .
Mi chiedo cosa ne pensa il Consorzio di Tutela Mozzarella D.O.P. considerato che il rigido disciplinare fissa la produzione solo in alcune zone della Campania, Lazio e Puglia. Di Bergamo non se ne parla proprio.
Via | Il Giornale
Foto | Flickr
Continua a leggere: Scagionata la mozzarella. E a Bergamo la producono in casa