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Tutti gli articoli con tag climategate

Cambiamenti climatici: aumentata di 1 grado la temperatura del Pianeta

pubblicato da Marina

la temperatura del pianeta �¨ aumentata di un grado

Secondo il Berkeley Earth Surface Temperature studio indipendente la temperatura del Pianeta è aumentata dal 1950 a oggi di 1 grado. E la responsabilità è delle emissioni di gas serra. Oltre ogni ragionevole dubbio.

Infatti come ricostruisce Martina Saporiti su Galileo la commissione di studio nasce all’indomani del Climategate, proprio per ristabilire un sistema di ricerca verificabile e veritiero. A garanzia dell’imparzialità tra i finanziatori è stata ammessa anche la Charitable Foundation di Charles G. Koch, riccone americano che ha finanziato anche gli scettici dei cambiamenti climatici.

Scrive la Saporiti:

I ricercatori hanno raccolto dati da 39.390 stazioni metereologiche differenti, un numero che supera di oltre cinque volte le 7.280 stazioni considerate nel Global Historical Climatology Network Monthly data set (GHCN-M), il database più completo cui fa riferimento la maggior parte degli studi sul clima. In più, hanno analizzato 1,6 miliardi di rapporti sulla temperatura contenuti in 15 archivi preesistenti. Analizzando questa abbondante mole di dati, il gruppo è arrivato alle stesse conclusioni degli studi precedenti: la temperatura della Terra sta salendo.

Foto | Berkeley Earth

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Secondo il climatologo James Hansen le tempeste devasteranno il Pianeta

pubblicato da Marina

James Hansen presenta il suo libro, Tempeste, per i miei nipoti ed. ambiente Tra qualche giorno, il prossimo lunedì per l’esattezza a Cancun inizieranno i lavori del Cop16, dove 196 paesi si confronteranno su cambiamenti climatici e riscaldamento globale. Dopo il Climategate cavalcato dai climanegazionisti e poi smentito, si torna a discutere di economia, ma dal punto di vista del global warming.

Ebbene James Hansen è proprio in questi giorni a Milano (il 2 dicembre alla Rotonda della Besana) e a Roma (il 4 dicembre alla Fiera della piccola editoria) per presentare il suo libro Tempeste (per i miei nipoti) ed. Ambiente, in cui fotografa l’attuale scenario, le conseguenze e presenta anche le soluzioni.

Precisa che a Cancun:

Nei prossimi negoziati si parlerà soprattutto di meccanismi di compensazione e di finanza climatica, si parlerà di CDM, REDD+, tutti sistemi per scambiare emissioni in cambio di soldi. Tutto questo è green-washing, un inganno dipinto di verde, un tentativo per aggirare la vera questione.

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Il Giornale crede che il fotovoltaico non sorpasserà il nucleare a causa del climategate

pubblicato da Marina

climategate

A Il Giornale l’idea che l’energia fotovoltaica possa risultare meno costosa dell’energia nucleare proprio non piace. A scagliarsi contro la ricerca Solar e nuclear costs- The historic crossover, del prof. John Blackburn è Paolo Granzotto, che già in altre occasioni ha scritto della sua avversione per tutte le forme di energia rinnovabile.

Eppure la ricerca dimostra dati alla mano che:

Se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh kWh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.

Granzotto sostiene che i conti non tornano poiché mancano le spese di manutenzione degli impianti fotovoltaici (e quanto mai costeranno?) e che ci sono da calcolare le sovvenzioni statali (se è per questo anche il nucleare lo pagano i cittadini….) e che lo studio si riferisce alla situazione del North Carolina. In effetti è proprio dichiarato nella premessa allo studio che i dati riguardano il North Carolina e che sono indirizzati al Governatore Bev Perdue per spiegarle il perché attualmente non convenga far costruire una centrale nucleare nello Stato.

Ma in fondo, il mondo è pieno di scettici, ma ciò che sconcerta sono le argomentazioni trattate per smontare la ricerca: i cambiamenti climatici e il climategate.

Mi spiego meglio. Risponde Granzotto al lettore che chiedeva lumi sulla ricerca:

La patacca del North Carolina Warn non deve stupire, caro Bellia: la lobby ambientalista ha infatti la mano facile quando si tratta di dare un’aggiustatina alle cifre, fossero esse riferite al dollaro o alla temperatura. In fondo, la Grande Bufala del riscaldamento globale è finita nel dimenticatoio per la scoperta del «Mann-trick», del trucchetto di Michael Mann, il più influente esperto dell’Agenzia dell’Onu incaricata, appunto, di tener sotto controllo i progressi del global warming.

Perciò, per Granzotto è tutta colpa del climategate se il fotovoltaico non funziona quanto il nucleare.

Foto | Flickr

Francia: l'ex ministro negazionista tarocca i dati sul clima. In arrivo l'anti clima gate?

pubblicato da Peppe Croce

Claude Allegre cambia un grafico per negare il riscaldamento globale

Questo grafico sta facendo il giro del mondo: dimostra che Claude Allègre, geochimico ex ministro dell’Educazione e della Ricerca in Francia durante il governo Jospin, nel suo ultimo libro intitolato “L’Imposture climatique”, ha palesemente modificato i dati per dimostrare che non ci sarebbe alcuna relazione tra le emissioni di CO2 e il riscaldamento globale.

Il grafico originale, così come i dati che rappresenta, è del paleoclimatologo svedese Hakan Grudd e, oltre ad essere diverso da quello taroccato da Allegre, si riferiva alla sola Svezia. Allegre, invece, ha spacciato i dati per mondiali e li ha palesemente modificati nell’ultima parte, come visibile nel grafico, riprodotto da Libération.

Allègre, in questo modo, ha affermato che mentre la CO2 sale le temperature scendono. Grudd, ovviamente, ha riconosciuto il suo grafico e ha denunciato tutto alla stampa facendo fare una pessima figura al collega che, nel frattempo, di libri ne aveva venduti parecchi entrando nella top ten francese per diverse settimane. Che sia l’inizio di un anti clima gate?

Via | Libération

Clima Gate, dall'Ue fiducia agli scienziati. E si inizia a parlare delle emissioni dell'agricoltura

pubblicato da Peppe Croce

L'Ue difende gli scienziati dell'Ipcc

L’ufficio stampa dell’Unione europea ha diffuso oggi il documento di sintesi contenente le conclusioni del Consiglio sul vertice di Copenhagen dello scorso dicembre. Si tratta, in pratica, di un sunto delle principali posizioni dell’Unione in fatto di cambiamenti climatici e obbiettivi a medio-lungo termine per ridurre il riscaldamento globale.

Che a Copenhagen non si sia ottenuto un granché ormai lo sanno tutti. Interessante, però, la lettura della posizione comune europea su alcuni argomenti, specialmente sul “clima gate“. Bruxelles, in buona sostanza, difende gli scienziati dell’Ipcc ed esprime la sua fiducia nel loro lavoro confidando che i piccoli errori fatti possano essere presto corretti. Nel testo, infatti, si legge che il Consiglio

PONE IN RILIEVO il suo pieno e costante sostegno al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) che, grazie alle sue solide ed efficaci valutazioni scientifiche sul cambiamento climatico contribuisce all’approfondimento della nostra comprensione del cambiamento climatico; PRENDE ATTO del fatto che è stato segnalato un numero ristretto di imprecisioni; È CONVINTO che l’IPCC offra la più autorevole e completa procedura di valutazione delle conoscenze scientifiche esistenti in materia di cambiamenti climatici; in tale contesto, SI COMPIACE delle iniziative intese a riesaminare le procedure interne del IPCC per i suoi futuri lavori

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Climategate, Phil Jones ha perso i dati che attestano il riscaldamento globale

pubblicato da Marina

Climategate, phil jones ammette di aver perso i dati che attestano il riscaldamento globale

Phil Jones, lo scienziato al centro del Climategate ha dichiarato di avere perso i dati secondo cui vi sarebbe in atto il riscaldamento globale, di origine antropogenica, causa dei cambiamenti climatici. Dunque, per capirci qualcosa vi faccio il riassunto delle puntate precedenti. A dicembre, una settimana prima dell’inizio dei lavori del COP15, il vertice di Copenhagen saltano fuori, dopo un attacco hacker al server del CRU un centinaio di mail che lasciano intendere che i calcoli e i modelli matematici usati per dimostrare l’esistenza del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici siano errati; Phil Jones accusato di avere interpretato i calcoli in maniera arbitraria una settimana fa dichiara di avere pensato al suicidio perché è stato attaccato duramente e gratuitamente.

Dopo la pubblicazione delle mail che hanno portato Jones alle dimissioni di direttore dell’Università East Anglia e della riscossa degli scettici del global warming, la comunità scientifica internazionale ha iniziato a chiedere a Jones i dati che lui aveva usato per costruire i modelli e cui ha imperniato la teoria dei cambiamenti climatici. Ebbene ieri il professor Jones, ai microfoni della BBC durante un intervista concessa all’analista ambientale Roger Harrabin, ha detto che i dati non sono disponibili perché sebbene sia tenace e serio non è altrettanto ordinato.

I dati in oggetto consistono in centinaia di migliaia di rilevamenti raccolti in stazioni meteorologiche sparse sull’intero Pianeta. Ha spiegato il Professor Jones che il suo ufficio è colmo di carte, accumulate nel corso degli anni, decine di migliaia di fogli pieni di dati registrati a mano a mano in un database. Le carte sono state poi conservate alla rinfusa e Jones non capisce, perché mai avrebbe dovuto organizzarle se i dati erano stati salvati su hard disk.

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