
Le società calcistiche, soprattutto nel pantano della Lega Pro (quella che gli affezionati ancora chiamano Serie C), sono in costante difficoltà economiche. I soldi sono pochi, i presidenti mecenati in tempi di crisi ancora meno, così bisogna inventarsi qualcosa di innovativo e la Spal ha trovato una soluzione davvero originale (e terribilmente “green”). Grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale e provinciale di Ferrara (la politica è sempre sensibile quando si tratta di difendere la squadra di calcio locale) e a quella di alcuni imprenditori la Spal sarà la prima squadra di calcio “alimentata” con energia solare.
Non ci riferiamo al fotovoltaico per riscaldare qualche doccia al campo d’allenamento, ma ad un’intera discarica dismessa per un’area di 31 ettari complessivi sui quali sono stati installati 4 campi di pannelli solari da 3.5 megawatt, in totale 14 megawatt, abbastanza per 7 mila famiglie. Grazie a questo investimento la Spal, a prescindere da qualsiasi futuro cambio di proprietà, si è guadagnata un vitalizio trentennale anticipato dalle banche sulla base degli utili attesi per la vendita dell’energia elettrica e destinato “alla gestione sportiva del club“.
Un autentico affare che garantisce alla squadra il sostentamento che la mette al riparo da qualsiasi turbolenza economica, magari con la possibilità di pianificare un rilancio che riporti agli antichi fasti delle categorie superiori la Spal 1907 dopo tante stagioni trascorse fra C1 e C2. Il progetto è stato realizzato in poco più di anno e dalla fine di agosto è operativo, con estrema soddisfazione di politici, dirigenti sportivi e tifosi. Il fotovoltaico è un investimento sicuro, anche quando del denaro si vuole fare un uso sulla carta spericolato e poco redditizio come il mantenimento di una squadra di calcio. Sarà un esempio per altre squadre?
Via | Il Resto del Carlino

Il ministro Brambilla premierà Ferrara come ”Comune animal friendly”. La città si è infatti distinta per i provvedimenti nei confronti degli animali.
Ferrara vanta un’anagrafe canina che funziona benissimo, 38 colonie di gatti censite regolarmente e un “Regolamento comunale sulla tutela degli animali”, deliberato dal Consiglio comunale il 24 novembre 2008.
La citta è anche una delle prime ad avere un pronto soccorso per gli animali vittime di incidenti e/o di maltrattamenti.
Alcuni comuni sensibili alla divulgazione di un nuovo modo di intendere l’ambiente sia per ridurre l’impatto ambientale sia per contenere i costi di gestione hanno organizzato degli “eco sportelli” che forniscono ai cittadini informazione e strumenti per affrontare meglio le piccole scelte quotidiane. Ferrara rappresenta l’eccellenza in questo senso anche se in molti si stanno attrezzando per proporre ai cittadini un nuovo stile di vita.
In questo senso l’eco sportello del comune di Ferrara propone ai suoi cittadini, ad esempio, una piccola guida inviata per email gratuitamente per il “Consumo critico dell’acqua”, ma offre anche altre guide scaricabili qui e qui.
Di seguito vi segnalo i link degli ecosportelli censiti, mancano un sacco di regioni, penso che sia ora di bussare alle porte dei comuni e di richiederne l’attivazione!
Sportello Fa la cosa giusta! - Trentino Arcobaleno
Sportello Energia - Provincia di Savona
Sportello Energia - Legambiente Padova
Sportello Energia - Comunità Montana dell’Appennino Reggiano
Banca Dati delle Opportunità Ambientali - Provincia di Bologna
Ecopoint - Comune di Genova
Sportello Ecoidea itinerante - Provincia di Rimini
Sportello Filiera corta - Provincia di Ascoli Piceno
Sportello Eco Equo - Comune di Firenze
Sportello Infoconsumo - Comune di Maranello (Mo)
Centro di educazione al Consumo Sostenibile - CECS - ARPA Liguria
Sportello Stilinfo - Comune e Provincia di Venezia
Ecosportello Comune di Tolentino
Sportello InfoSmog - Cremona
Come da segnalazione sui commenti aggiungiamo lo sportello del Comune di Foligno
In occasione della settimana della cultura, promossa in tutta Italia dal Ministero della Cultura, si potrà entrare gratuitamente in molti musei, tra cui anche alcuni di nostro interesse.
A a Milano si aprono le porte dell’Acquario Civico di Viale Gadio 2, in cui sono allestite varie mostre didattiche sul tema dell’acqua: “Di quanta acqua son fatto” - “Quanta acqua consumo” “Milano città sull’acqua: navigli scoperti” e “Le forme dell’acqua”. Gli amici del naviglio organizzano anche una visita guidata a questo canale storico.
A Trieste sono in corso i colloqui sull’ambiente, tutti dedicati ai problemi della laguna di Grado (presentazioni di carattere scientifico sulla sedimentazione, la dispersione degli inquinanti, gli indici di qualità ambientale basati sulle macrofite… tanto per dare un’idea).
Continua a leggere: Ingresso gratis in acqauri e musei per la settimana della cultura

Non neghiamo che il “solito” atollo tra natura lussureggiante e acqua cristallina eserciti anche su un certo fascino. Però, come dicono gli amici di Travelblog, non è sempre necessario viaggiare per migliaia di kilometri per immergersi nella natura.
Perchè allora non fare gita in motonave sul delta del Po, non lontano da Ferrara, a fare bird watching in un ambiente in cui la natura è ancora incontaminata? In circa 2 ore e mezzo, il motoscafo Alessio vi porterà ad esempio nei canali che attraversano la parte interna della Sacca di Goro, una zona umida in cui svernano molte specie acquatiche.
Al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara (Via de Pisis 24) fino al 28 gennaio ci sarà una mostra sulle nuvole.
La mostra propone una selezione di immagini in grande formato dell’atlante fotografico “Sulle Nuvole” di Damiano Zanocco, Edizioni Antiga. Ci saranno laboratori per imparare a disegnare le nuvole e sono previsti percorsi didattici per le scuole.
Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara

In riferimento ai fatti del Palio di Ferrara, la lettrice Cristina mi segnala che sul loro forum, Il Cavallo, è in corso una particolarmente interessante. Nonostante il clima teso sono intervenuti anche dei senesi, con un contributo – mi ha detto Cristina - importante per chi ha voglia di capire meglio gli altri, senza condannarli d’ufficio.
Ci scrive Maria Cristina Magri del forum Il Cavallo per intervenire con un suo articolo sulla strage del Palio di Ferrara sottolineando tutte le differenze fra il Palio di Siena e quello di Ferrara.
Ferrara, ovvero la città che da più di duecento anni non aveva un Palio
(e non era nemmeno il più antico del mondo).
Ultima edizione del Palio di Ferrara, domenica 28 maggio 2006: tre cavalli abbattuti, una succursale di macelleria sotto gli occhi di bambini con le bandierine colorate in mano e adulti che improvvisamente scoprono di non essere davanti allo sceneggiato apparentemente uguale a se stesso delle telecronache estive.
Tre cavalli abbattuti per colpa di chi volendo rubacchiare il successo altrui (leggi il Palio di Siena, catalizzatore di interesse cittadino, storico e turistico con un indotto notevolissimo dal punto di vista economico e spettacolare) pone tutto il suo interesse a replicare sbandieratori, coreografie, chiarine e pinzillacchere ma si dimentica della cosa più importante: la cultura equestre che Siena ha sempre conservato e Ferrara no. Siena ogni anno, due volte l’anno da secoli mette la terra in piazza; Ferrara si è inventata un evento turistico recentissimamente e l’ha copiato solo nelle sue forme esteriori, senza preoccuparsi di impararne i fondamentali.
Continua a leggere: Commento del giorno - Palio, ma Siena non è Ferrara

Tre cavalli abbattuti, fantini feriti e gara annullata. Finisce male, malissimo il palio di Ferrara.
Dice il cronista del Resto del Carlino, primo ad arrivare sulla notizia:
La corsa sembrava a quel punto rientrare nei canoni; ed invece appena un giro più tardi, proprio all’imbocco della curva del mossiere, ‘Gingillo’ che aveva allargato la traiettoria per imboccare a maggior velocità il rettifilo, è piombato rovinosamente al suolo. All’improvviso, lo zoccolo destro del suo ‘Bao Nero’, si è girato: forse per l’eccessiva spinta del galoppo, forse — è la tesi prevalente — per una buca o comunque per le condizioni della pista. Pista che avrebbe innescato la sequenza allucinante di incidenti; mentre a fianco di ‘Bao Nero’ vola al suolo anche il cavallo di Santa Maria in Vado ‘Grande Logica’, sbalzando a terra il fantino Andrea Mari detto ‘Brio’ (entrambi senza serie conseguenze), poche centinaia di metri più avanti si consuma anche il dramma di San Giovanni e San Benedetto.
Il fantino dei biancoazzurri Alessandro Chiti detto ‘Voragine’ riferirà di aver visto il suo ‘In Space’ prendere netta una buca, e rompersi così l’anteriore destro. Sul rettifilo di fronte alle tribune, identica sorte per ‘Blasco’, il cavallo montato da Alessio Corda per San Giovanni. Per entrambi questi cavalli, portati fuori dalla pista in una grande concitazione, la sorte era comunque già segnata.Intanto sulla pista la gara continuava. Lineare nel suo svolgimento agonistico, che vedeva un testa a testa fra Dario Colagè di San Giorgio e Claudio Bandini detto ‘Batticuore’, fantino di San Paolo. Ad un giro dall’arrivo, era proprio il fantino romagnolo a conquistare il primo posto ed a chiudere la gara davanti a tutti.
A breve giro mi arriva in posta un comunicato furibondo della Lav che descrive l’episodio come “gravissimo e inammissibile” :