
C’è voluto un po’, ma come accade spesso in questi casi la grande corporation cede alla pressioni di una campagna ben studiata e ben realizzata. La Mattel ha annunciato che lavorerà concretamente per aumentare la propria sostenibilità eliminando l’uso di fibre di legno che provengono da “fonti poco chiare” con l’intenzione di tagliare nettamente l’uso di tutte le fibre di legno vergine dal suo packaging.
Già entro la fine dell’anno il 70% della carta utilizzata per impacchettare Barbie e Ken sarà proveniente da materiale riciclato o da fibre “sostenibili”. Entro il 2015 questa percentuale dovrebbe salire fino all’85% del totale. L’azienda che produce giocattoli è rimasta colpita (o spaventata se preferite) dalla compagna virale di Greenpeace. Era molto riuscita la serie di filmati su YouTube che raccontavano di come Ken, lo storico fidanzato, inorridito nello scoprire che Barbie distruggeva le foreste pluviali decideva di rompere con lei.
Mercoledì la Mattel ha annunciato che i propri fornitori non potranno più utilizzare fibre di legno provenienti da aziende collegate alla deforestazione dalle associazioni ambientaliste e l’obiettivo è quello di aumentare le materie prime certificate dal Forest Stewardship Council (FSC). La corporation promette un dettagliato report sulle sue attività entro la metà del prossimo anno.

Da qualche settimana, lo avrete notato, gira sulle Tv lo spot della APP, cioè Asia Pulp and paper, ossia multinazionale della cellulosa e della carta. E’ stata in passato pesantemente criticata dalle associazioni Terra! e Greenpeace. La prima ha incassato una condanna dal Tribunale di Bergamo, la seconda ha attaccato Mattel poiché per il suo packaging usa carta fornita da APP (un approfondimento del WWF).
Ma perché APP non piace agli ambientalisti? Perché come spiega Terra! è:
Principale attore della distruzione delle foreste pluviali di Sumatra. Queste foreste vengono abbattute per essere sostituite con piantagioni di acacia, distruggendo habitat essenziali a specie minacciate come l’orango e la tigre di Sumatra, violando i diritti delle comunità locali e mettendo a rischio il clima globale.
Ma allora basterebbe avere una certificazione FSC per dimostrare al mondo intero che le foreste pulviali indonesiane sono usate in maniera sostenibile. APP però ha deciso per una diversa strategia e ha richiesto a tutti i paesi di riconoscere gli standard di certificazione SVLK della APKI costola della App, ossia un sistema di tracciabilità e legalità stabiliti in Indonesia e che come riporta Aqva:
La certificazione SVLK è progettata per assicurare che l’industria riceva e processi solamente legname proveniente da fonti legali, in rispetto del quadro normativo dell’Indonesia, e copre gli aspetti delle licenze, della raccolta, del trasporto e della lavorazione per l’industria. Il Sistema di Verifica SVLK è un passo fondamentale per conseguire la piena certificazione SFM (Sustainable Forest Management).
Fa sapere poi APP attraverso un comunicato stampa pubblicato da GreenMe che:
Ciò nonostante, come pubblicamente dichiarato, ci siamo ufficialmente impegnati a raggiungere l’obiettivo di legname proveniente al 100% da piantagione sostenibile entro il 2015. Ciò significa in maniera assoluta che per la produzione di cellulosa nessun legname di origine illegale sarà tollerato e nemmeno legname derivato da foresta protetta (high conservation forest - HCV).
Ma perché percorrere strade alternative alla certificazione FSC che valuta l’intero sistema di approvvigionamento e riforestazione?
Foto | Greenpeace

Perché si usa il legno in edilizia? In genere perché è caldo, sostenibile o naturale. In realtà il legno ha molte altre doti come:
la leggerezza a fronte di alte proprietà meccaniche, la duttilità, la resistenza termica, la resistenza agli attacchi chimici.
Il che lo rende decisamente interessante oltre che sostenibile (se proveniente da foreste certificate FSC, ovviamente). Ecco che viene lanciato, perciò, il concorso Un motto & un Logo indetto da Piemmeti SpA, Promozione Manifestazioni Tecniche, in collaborazione con Icar 12 (Tecnologia dell’architettura) dell’Università Iuav di Venezia e Tecnologos, rivista on line di Tecnologia dell’architettura per:
elaborare una frase, uno slogan, un motto oppure un’immagine, un logo, o ancora un motto ed un logo assieme purché questi condensino una qualità o un obiettivo del legno in edilizia.
Il concorso è aperto a tutti e al vincitore va un assegno da 500 euro. Il bando completo con i premi è qui.
Via | Edilia2000
Foto | Flickr
Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.
Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.
Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.
Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.
Continua a leggere: Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?
I colleghi di gadgetblog ci segnalano White Goat, una macchina che trasforma fogli A4 in carta igienica. L’idea è riciclare i documenti che si producono in ufficio ma che solitamente vanno a finire nella tritacarta, in carta igienica. Il problema è che la macchina che provvede alla trasformazione, non solo consuma un bel po’ di energia, ma costa anche un botto, circa 60mila euro che si andranno ad ammortizzare, evidentemente dopo moltissimi anni. Ma il punto non è la macchinetta di turno ma il consumo di foreste adoperate per produrre carta igienica.
Ma un rimedio c’è, si può scegliere di acquistare carta igienica con il marchio FSC, Forest Stewardship Council tra l’altro disponibili in molte catene di supermercati perché:
Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Il declino del tappo di sughero, sostituito da tappi di plastica, sta facendo crollare il mercato e nel 2006 il WWF stimava che entro il 2016 il 75% delle sugherete scomparirà. Il sughero si ricava dalla coltivazione della quercia da sughero (Quercus suber), la cui coltivazione e’ tipica del bacino del Mediterraneo.
Il sughero si raccoglie decorticando le piante (senza abbatterle) una volta ogni dieci anni e le sugherete costituiscono un habitat privilegiato per alcune specie di selvatici tra cui linci, aquile e cervi. Per la maggior parte del tempo sono foreste tranquille, dal punto di vista degli animali che le frequentano, per questo motivo il WWF cerca di proteggerle. Alla FAO tengono anche conto delle 100.000 persone che vivono grazie a questo prodotto nel bacino del Mediterraneo.
In Sardegna si sta provando a coltivare le querce da sughero in modo ecologicamente responsabile e la Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio Pausania e’ stata la prima al mondo a ottenere la certificazione FSC (Forest Stuardship Council) per la gestione delle foreste.
Foto | montuno
» Programmes and Projects and Publications related to Suberwood and Cork oak activities from FAO
» Future of cork oak forests hangs in the balance from WWF
Dopo essere cresciuto in una foresta certificata dal FSC, un albero diventa mobile. E poi?
Poi può diventare un pannello ecologico con cui fare altri mobili, sempre certificati FSC. E dopo? Dopo ancora! Il pannello ecologico e’ riciclabile ed e’ l’unico fatto al 100% di legno riciclato.
Il processo recupera anche energia dal legno, ma la combustione viene concepita esclusivamente come alternativa allo scopo primario del riciclo. Solo gli scarti del legno recuperato (il 10%) vengono bruciati in impianti a cogenerazione.
Continua a leggere: Alberi riciclati in pannelli certificati

Listone Giordano offre sconti fino al 20% sui suoi parquet di rovere. Qualcuno di voi sta mettendo su casa e l’idea di avere un pavimento in legno, proveniente da foreste europee certificate dal Forest Stewardship Council, potrebbe essere interessante. La promozione si chiama “Festa del Rovere” e durerà fino al 28 febbraio.
I punti vendita che aderiscono all’iniziativa li potete cercare on line, dal sito del Listone Giordano, dove sono anche raccontate le iniziative di gestione forestale sostenibile del gruppo.
Ci sono mobili migliori di altri: ad esempio ci son quelli fatti con legname ottenuto da una gestione forestale sostenibile, che punta al rinnovamento delle foreste e che risparmia quelle di maggior pregio naturalistico. Specie adesso che si trovano panche da giardino, sdraio e gazebi in ogni centro commerciale, vale la pena di cercare le etichette FSC.
Leggo con piacere che IKEA, che secondo le stime di Rainforest è il terzo acquirente mondiale di legname, ha iniziato a chiederne di certificato FSC (Forest Stuardship Council).
IKEA controlla anche che le materie prime non provengano dalla foreste mappate nell’atlante mondiale del Global Forest Watch, che elenca i lembi di foresta ancora intatti rimasti sul pianeta.
» Mobili da giardino certificati FSC
» Negozi Castorama
» Magazzini IKEA
140.000 chilometri quadri di foresta tropicale scompaiono ogni anno e l’industria dell’editoria ha delle responsabilità precise in proposito. La richiesta fatta alle aziende dagli scrittori è quindi quella di spostare tutta o parte della loro produzione su carta riciclata o su carta certificata Forest Stewardship Council - FSC
Greenpeace sta infatti contattando in tutto il mondo scrittori sensibili al problema della deforestazione, invitandoli a farsi portavoce, presso le proprie case editrici, della necessità di arginare il fenomeno della distruzione delle foreste.

Ora anche gli scrittori italiani si mobilitano. Molti di loro, stanno aderendo al progetto di Greenpeace e stanno contattando le case editrici chiedendo di stampare il loro prossimo libro su carta riciclata o certificata FSC. Lo scorso anno lo scrittore collettivo Wu Ming ha bloccato le rotative che stavano mandando in stampa il suo libro affinché venisse stampato su carta amica delle foreste.
Qualcosa, come segnalato in un post precedente, si sta muovendo.
Link:
Progetto scrittore Greeneace
FSC Italia
Harry Potter salva le foreste primarie