Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag funghi

A Imperia sotto le serre fotovoltaiche coltivano funghi

pubblicato da Marina

coltivare funghi in serre fotovoltaiche Le serre fotovoltaiche, ossia serre ricoperte di pannelli fotovoltaici sono sia un sistema per produrre energia da fonte rinnovabile sia un interessante sistema di integrazione del reddito per gli agricoltori. I pannelli solari però modificano l’ambiente della serra con una penombra che rende diverso il ciclo vegetativo delle piante.

A Imperia, dopo diversi tentativi di coltivare piante e fiori che avessero poca necessità di luce sono passati a coltivare funghi. Per ora è un esperimento e serve a capire la resa e la spesa. A seguire la coltivazione di cardoncello Pleurotus eryngii il CIPAT di Imperia con l’Università di Genova e l’azienda Gelone Davide che nelle proprie serre fotovoltaiche ha iniziato a coltivare i funghi molto noti e consumati in Puglia.

Via | Sanremonews
Foto | Agraria

....
condividi 1 Commenti

I 30 cibi da non far mancare nella vostra dieta

pubblicato da Barbara Arlati

Funghi

Per iniziare una vita più sana perchè non iniziare inserendo questi 30 alimenti nella dieta? Magari qualcuno già lo mangiate già, quale? Ecco quelli che mangio o non mangio io:

  • Funghi - Io li mangio ogni tanto in stagione
  • Noci - Queste non le mangio mai
  • Burro di arachidi e di mandorle – Non pensavo facessero bene comunque non li mangio
  • Quinoa – Questa a malapena so cos’è!
  • Mandorle – Non le mangio quasi mai a volte nei dolci se capita
  • Mirtilli – li mangio spesso nelle macedonie
  • Uova – Non le mangio quasi mai
  • Spinaci – Mi capita di mangiarli ma non regolarmente
  • Salmone selvaggio – Non amo il salmone
  • Petto di pollo – Mi piace molto e lo mangio appena posso
  • Avocado – Pur sapendo che fa bene non lo mangio mai non amo il suo sapore
  • Patate dolci – Mai assaggiate
  • Continua a leggere: I 30 cibi da non far mancare nella vostra dieta

    ....
    condividi 6 Commenti

Un iridovirus e un fungo la possibile causa della moria delle api?

pubblicato da Marina

un virsu e un fungo causa della moria delle api

Secondo un gruppo di studosi all’origine della moria delle api vi potrebbero essere due cause: un iridovirus e un fungo. Ne dà notizia il New York Times che spiega che la loro combinazione si sarebbe rivelata un arma letale contro le api. Le conclusioni sono state presentate nello studio Iridovirus and Microsporidian Linked to Honey Bee Colony Decline condotto da un team di entomologi e militari.

Secondo gli scienziati la combinazione di questi due fattori produrrebbe la moria delle api. Per ora ci sono forti indizi che portano a ritenere che siano proprio un virus e un fungo le cause della decimazione degli alveari. Gli scienziati del progetto sottolineano che le loro conclusioni non sono l’ultima parola. Il modello, dicono, sembra chiaro, ma sono necessarie ulteriori ricerche per determinare, quanto e quali i fattori ambientali come caldo, freddo o siccità possano giocare un ruolo.

Una soluzione per arginare la moria, sempre se le ipotesi sin qui fatte sono reali, consisterebbe in farmaci antimicotici. Assolti i pesticidi neonicotinoidi? Probabilmente no, ma per ora i militari e gli entomologi americani li hanno ignorati.

Foto | Flickr

....
condividi 1 Commenti

Mantova, dopo la grandine si temono le tossine cancerogene nel mais. Gli esperti: utilizzatelo per la produzione di energia

pubblicato da Peppe Croce

Mantova, dopo la grandine si temono le tossine cancerogene nel mais. Gli esperti: utilizzatelo per la produzione di energia

Dall’Associazione Provinciale Imprese di Meccanizzazione Agricola (Apima) di Mantova arriva un allarme aflotossine nel mais: a causa dei recenti eventi meteo che hanno colpito l’alto mantovano (trombe d’aria e grandine in particolare) si potrebbe verificare un’invasione di tossine causate da un fungo. Tossine che rendono inutilizzabile il raccolto per scopi alimentari umani poiché sono cancerogene.

L’Apima, per questo, da alcuni consigli agli agricoltori su come limitare il rischio aflatossine:

Non bisognerà aspettare che il mais sia troppo secco ma sarà importante raccoglierlo quando l’umidità del prodotto sarà intorno al 22-23%, per poi essiccarlo immediatamente. Il mais, inoltre, non dovrà rimanere ammucchiato sui piazzali per più di 24 ore dalla raccolta, ma andrà essiccato quanto prima. Anche la fase di pre-essiccazione è cruciale per avere un buon prodotto, immune da aflatossine. Più si aspetta, più si innescano fenomeni di fermentazione, che danneggiano irreversibilmente il prodotto

Qualora non si riuscisse a fermare l’infezione, continua l’associazione mantovana, sarà meglio destinare il prodotto all’alimentazione bovina o, meglio ancora, alla produzione di energia: l’ideale, conclude Apima, è produrre energia elettrica con la digestione anaerobica del biogas come integrazione dei reflui zootecnici.

Via | Agricoltura on web
Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

Salvare gli alberi dai funghi: a Torino si ricorre al DNA

pubblicato da Luca

Scovare i funghi patogeni usando il DNA. Foto di matthewvennTorino è una delle città italiane che investe maggiormente nel verde pubblico. Plausibile quindi che proprio in questa città si stia cercando di preservare tale patrimonio. Per fare questo Giovanni Nicolotti, professore associato del Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali (DI.VA.P.R.A.) della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, utilizza l’analisi del DNA.

La metodologia, messa a punto anche grazie all’Università di Berkley, prevede la campionatura di materiale sia legnoso (attraverso carotaggi), che di parte del fungo, al fine di individuare l’esatta specie per un migliore trattamento delle diverse patologie ad esso connesso. La tecnica permette di tenere controllate e monitorate le piante ancora prima che si manifesti in maniera evidente il danno prodotto dal patogeno.

Uno strumento senza dubbio importante per preservare quello scampolo di naturalità cittadina che sempre più spesso, a seguito di fenomeni meteorologici intensi, corre il rischio di creare danni. Probabilmente questa tecnica verrà esportata in varie città europee e di altre parti del mondo in cui c’è una maggiore cultura del verde. Peccato che l’Italia rimanga così spesso al palo (eccellenze a parte).

» College of Natural Resources, University of California, Berkley File PDF

Via | LaStampa.it
Foto | matthewvenn

....
condividi 2 Commenti

I funghi ci aiutano a frenare il riscaldamento globale

pubblicato da Luca

Funghi contro il global warming. Foto di Hans SNelle foreste del Nord i funghi stanno rallentando il global warming. Questa è l’inaspettata scoperta fatta dai ricercatori della University of California - Irvine. Inaspettata perchè, a rigor di logica se la temperatura si alza, accelera anche il metabolismo dei viventi e quindi ci si sarebbe atteso un’incremento di emissioni di anidride carbonica. Così invece non è.

Infatti i funghi, a seguito dell’innalzamento delle temperature, tendono ad assorbire maggiormente acqua “essiccando” così i tessuti sui quali si alimentano e riducendo la crescita loro e degli altri esseri viventi. Il fenomeno riveste importanza soprattutto nelle foreste del nord Europa ed America in quanto questi terreni sono un importante sito di accumulo di carbonio.

La quantità in essi contenuta è pari ad un terzo del carbonio presente in tutti i terreni del pianeta e se questa massa venisse liberata, in atmosfera giungeremo a livelli di CO2 doppi rispetto agli attuali. Ecco quindi che un simile processo, del tutto inatteso, ci permette di riflettere sulla complessità dei sistemi e fortunatamente, ci consente di avere più tempo per modificare le nostre abitudini e le nostre “economie”, sempre che si voglia affrontare il problema.

Via | Today@UCI
Foto | Hans s

....
condividi 0 Commenti

Il peperoncino come antimicotico naturale

pubblicato da Luca

Ecco perché i peperoncini sono piccanti. Foto Javier KohenSarebbe il suo caratteristico gusto piccante a difendere il peperoncino dall’attacco di insetti e funghi. Secondo recenti studi condotti da Joshua Tewksbury, dell’University of Washington, più pericolosa è la minaccia che devono affrontare in natura, più piccante sarà il frutto. Questa resistenza avrebbe inoltre convinto gli abitanti del luogo ad adottarlo per la conservazione degli alimenti.

Il peperoncino è originario del Sud America, e cresce in zone con clima umido e caldo. Luogo ideale di proliferazione per gli insetti e soprattutto per i funghi che, dalle punture dei primi, traggono una via preferenziale per il completamento del loro ciclo biologico. Per fronteggiare il pericolo derivante dagli attacchi parassitari ecco che il peperoncino si è armato di capsaicinoidi, gli stessi che conferiscono a questo frutto il tipico sapore piccante.

Via | Los Angeles Times
Foto | Javier Kohen

....
condividi 0 Commenti

Funghi anti-atomici assorbono uranio impoverito

pubblicato da Marina

I funghi assorbono l'uranio impoveritoUn lettore, Naturo, ci bacchetta perchè non scriviamo dei funghi “miracolosi” che liberano i suoli dalle contaminazioni di uranio impoverito. La scoperta però non è proprio da “premio Nobel” e appunto ne stavamo verificando l’impatto. Bene, la notizia è stata pubblicata ieri su “Current Biology” e ripresa da Newscientist. In pratica i funghi che crescono spontaneamente nei giardini potrebbero contribuire a ripulire i campi contaminati dall’uranio impoverito.

Attualmente, i siti contaminati sono puliti raccogliendo anche i frammenti più piccoli, il che ne impedisce la completa bonifica in quanto resta sempre della polvere. Ma un gruppo di ricerca in Scozia ha scoperto che i comuni funghi crescendo sui suoli contaminati possono assorbirne le polveri. “Queste si fissano nei funghi e l’uranio impoverito diviene inaccessibile agli altri organismi viventi e non dovrebbe neanche sciogliersi nelle acque, perchè il fungo sarebbe in grado di metabolizzarlo”ha detto Geoffrey Gadd dell ‘Università di Dundee a capo del team che ha effettuato la scoperta.

Gadd dice che la tecnologia adoperata per ottenere la bonifica dei terreni e molto bassa e consiste nell’aggiungere fertilizzanti e umdità per aiutare i funghi a crescere. Ma avverte Gadd che l’uranio non potrebbe, sebbene imprigionato nel fungo, essere cosiderato completamente innocuo e che comunque potrebbe essere tossico se mangiato e né che alla Dundee hanno elaborato ancora un metodo per raccogliere i funghi cotaminati e smaltire poi l’uranio sequestrato dal fungo. Ma la ricerca definita da Gadd “un primo passo” indica forse la strada giusta.

Foto | Flickr

....
condividi 6 Commenti

Formiche contadine, prendiamole come esempio

pubblicato da Marina

Una formica contadinaForse, per le nostre produzioni agricole, intendo per le produzioni planetarie, è il caso di prendere in esempio le formiche contadine che vantano un’esperienza lunga 50 milioni di anni. Secondo recenti studi sul DNA di una sorta di “formica adamo” di una delle 215 specie di formiche contadine, si è scoperto che la coltivazione di funghi è talmente integrata e armoniosa con l’ambiente che vale la pena di prenderle in considerazione per apprendere nuove tecniche di coltivazione .

La ricerca è stata pubblicata sul numero di martedì della edizione on-line di Proceedings of the National Academy of Science a cura degli entomologi Ted Schultz e Sean Brady dello Smithsonian’s National Museum of Natural History.

Lo studio concorda con il fatto che funghi e formiche si sono evoluti circa 50 milioni di anni fa e che hanno iniziato la loro vita in simbiosi nel Sud America. L’originale formica agricoltore è cresciuta con diverse specie di funghi iniziando a raccogliere detriti di foglie fresche e organizzando una lettiera a più piani per fertilizzare il terreno e procedere alla coltivazione di funghi.

Continua a leggere: Formiche contadine, prendiamole come esempio

....
condividi 0 Commenti

Funghi nelle pareti: isolamento bio

pubblicato da lumachina

isolamento fatto con piastrelle ai funghiEben Bayer e il suo collega Gavin McIntyre hanno inventato un materiale edilizio a base di funghi, farina, acqua e perlite. Ci si possono fare pannelli e pare abbia una buona resistenza al fuoco.
Il materiale e’ stato battezzato (e protetto con copyright) con il nome di Greensulate.

In pratica si costruiscono delle mattonelle con una miscela degli elementi sopra elencati e acqua ossigenata (che previene la colonizzazione da parte di altre specie), poi si lascia del tempo al fungo (Pleurotus ostreatus) di crescere e sviluppare una rete di micorrize (radici). I funghi crescono al buio (non fanno fotosintesi) e dopo una o due settimana la mattonella e’ pronta per essere seccata in forno. La “cottura” ferma la crescita del fungo, previene le allergie e a quel punto la mattonella assomiglia ad un grosso cracker.

Continua a leggere: Funghi nelle pareti: isolamento bio