
La EEA, Agenzia europea per l’ambiente pubblica l’annuale Bathing Water Report, ossia il rapporto sullo stato delle acque balneabili europee. Ebbene, dal resoconto per Stato membro l’Italia risulta aver rispettato nel 91,9% delle coste gli standard di balneabilità con una crescita del 6,6% delle aree marine risultate buone per fare bagni; 21 acque balneabili (0,4%) non rispettano gli standard a causa dell’eccessiva presenza di Escherichia coli che però risulta meno presente rispetto al 2010, quando non erano balneabili 57 siti e il decremento perciò è stato dello 0,8%. 133 siti balneabili sono stati chiusi rispetto ai 33 del 2010 mentre 242 (4,9%) sono risultati insufficienti a non valutabili rispetto ai 632 (12,9%) del 2010.
Insomma, questi dati riconoscono al mare del BelPaese una qualità pari a quella di Cipro, Malta, Croazia e Grecia che sono risultate ai primi posti per il mare cristallino.
Da noi il portale che raccoglie e divulga le informazioni è www.portaleacque.salute.gov.it. Ma in un comunicato stampa commenta così i dati Giorgio Zampetti, responsabile dell’ufficio scientifico di Legambiente:
Meno male che ci pensa la Ue a diffondere i dati sulla qualità delle acque di balneazione del nostro Paese. Sul sito del ministero della Salute, l’ultimo aggiornamento in materia risale a giugno del 2010 con dati relativi al 2009 e dichiarazioni affidate al ministro Ferruccio Fazio. Nemmeno il ‘Portale Acque’, creato per fornire indicazioni chiare e tempestive sulla balneazione, presenta dati esaurienti su tutti i tratti di costa.
Spiega Zampetti che il miracolo della crescita dei siti balneabili in Italia non è frutto di una sana politica di riduzione dell’inquinamento ma della nuova normativa del 201o che innalza i valori di inquinamento consentiti:
Non dimentichiamo che ancora oggi il 30% dei cittadini italiani non è allacciato a un depuratore. Un ritardo che ha già comportato l’avvio di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea. L’estate scorsa, il monitoraggio scientifico della Goletta Verde rilevò, infatti, 146 i punti critici disseminati lungo tutta la costa italiana, praticamente uno ogni 51 km di costa, l’80% dei quali fortemente inquinato. Risultarono off limits 112 foci a conferma del problema di mancata depurazione, che riguarda in primo luogo i comuni dell’entroterra.
Attendiamo i risultati di Goletta verde per poterci fare un bagno in acque pulite?
Via | EEA
Foto | TM News

Ne parlavamo qualche anno fa, ma ricordarlo non guasta: siete alla ricerca della spiaggia pulita e del mare non inquinato? Basta fare un salto sul sito che l’AEA ( Agenzia europea dell’Ambiente) e Microsoft hanno deidacato a questo servizio, chiamandolo appunto: water watch, eye on earth.
L’uso è intuitivo e basta scorrere la cartina alla ricerca della spiaggia e del tratto di mare di interesse per scoprire come è stato classificato. Oltre agli standard europei (tra l’altro la Commissione ha fatto sapere che in generale la qualità delle acque destinate alla balneazione è migliorata), usati, per creare la classifica di balneabilità, sono riportati anche i voti degli utenti che materialmente hanno fatto il bagno nelle zone prescelte e che hanno lasciato il loro giudizio.