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Tutti gli articoli con tag mercati

Ecosunday al Black Out Club di Roma

pubblicato da Barbara Arlati

Ecosunday a Roma

Domenica , quella odierna, all’insegna della sostenibilità presso il Black Out Club di Roma.

Dalle 11 alle 21 porte aperte per Ecosunday con laboratori di educazione ambientale, il mercatino del baratto di Hyarbor, la ciclofficina LaGabbia, Guerrilla Gardening, la presentazione del libro “Bandiera nera. Le navi dei veleni” di Andrea Palladino, dibattito sui lavori ”verdi” e ristorazione bio.

Via | Hyarbor

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Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

pubblicato da Peppe Croce

Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

L’antimafia napoletana, all’alba di oggi, ha fatto scattare la maxioperazione contro i clan camorristici e mafiosi che si spartivano il grosso business del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli italiani. Numerosi i mercati all’ingrosso interessati dal sodalizio tra la criminalità organizzata siciliana e quella campana in tutto il sud Italia ma il centro nevralgico, a quanto pare, era il mercato di Fondi, in provincia di Latina.

L’affare smantellato dalle squadre mobile di mezza Italia verteva principalmente sul trasporto ma, a detta di Legambiente, il problema è molto più vasto e anche la produzione e la trasformazione dell’ortofrutta potrebbero rientrare negli interessi dei clan:

Sono 27 i clan censiti da Legambiente nel settore delle agromafie, che operano nell’acquisizione fondiaria, nella gestione delle coltivazioni, nella sofisticazione dei prodotti alimentari fino al sistema dei trasporti e della distribuzione con l’imposizione dei prezzi ai commercianti

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Biobox, frutta e verdura biologica consegnate a domicilio

pubblicato da missunderstanding

biobox Chi sceglie di mangiare biologico incontra spesso difficoltà nel reperire prodotti biologici o viene fermato dai prezzi esosi di frutta e verdura bio nel reparto dedicato del supermercato. Il km zero ed i mercati non sempre garantiscono il biologico ed ecco quindi che scegliere prodotti biologici, soprattutto per chi vive in città, diventa un’impresa difficile.

Non per gli abitanti di Roma e Viterbo che possono usufruire di Biobox, un servizio di consegna di prodotti biologici a domicilio ogni settimana, grazie ad una formula abbonamento che consente prezzi contenuti e biologico assicurato. I prodotti vengono dall’azienda agricola Arvalia di Viterbo, azienda storica per quanto riguarda il biologico laziale. Arvalia confeziona i pacchi Biobox con frutta e verdura fresche, provenienti da aziende agricole certificate, la cui filiera di produzione completa è tracciabile e certificata.

Chi vuole abbonarsi al servizio che permette di ricevere prodotti biologici a domicilio non deve far altro che andare sul sito di Biobox e scegliere le dimensioni e la composizione del proprio cestino, per poi andarlo a ritirare presso il punto di consegna più vicino. Sul sito, aggiornato ogni settimana, ci sono anche offerte speciali, promozioni e novità della settimana, e oltre a frutta e verdura, si può scegliere di ricevere pasta, pane e caffè bio.

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GreenPeace rilascia la decima Guida Elettronica

pubblicato da eymerich

Per la decima volta Greenpeace rilascia la sua Guida all’Elettronica, per promuovere un mercato dell’elettronica più sostenibile; rilasciata per la prima volta nel mese di agosto 2006 questa guida fa una classifica dei leader nei mercati della telefonia mobile, dei computer, delle TV e console, in base alle loro politiche e pratiche in materia di sostanze chimiche, riciclaggio ed energia.

Nonostante gli abbondanti tentativi di lifting agli occhi dei consumatori, la maggior parte delle aziende di elettronica non hanno ancora messo in atto i cambiamenti necessari per ridurre significativamente le emissioni.

Le compagnie Americane Motorola, Microsoft, Dell, e Apple sono le peggiori, senza piani per ridurre il riscaldamento globale da inquinamento e senza obiettivi o scadenze per la riduzione delle emissioni di CO2. Dopo il continua trovate un utile web-tool messo a disposizione da Greenpeace per confrontare le 10 classifiche stilate nelle guide rilasciate dal 2006 ad oggi.

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SMS consumatori e conosci i prezzi della spesa

pubblicato da Marina

Il logo di Sms ConsumatoriE’ un servizio totalmente gratuito sia in invio sia in ricezione: inviando un sms (da qualunque operatore) al numero 47947 e digitando semplicemente il nome del prodotto di cui si vuole conoscere il prezzo si ottiene l’informazione.

I prezzi indicati riguardano i principali prodotti agro-alimentari e sono i valori medi nazionali, tenendo conto di varie tipologie di esercizi commerciali. Occorre prima registrarsi al sito Smsconsumatori e lasciare il proprio numero di cellulare dove tra l’altro sarà possibile segnalare sia anomalie di prezzo sia di confezionamento.

I prezzi all’origine e all’ingrosso sono nazionali e aggiornati con cadenza settimanale, quelli di vendita invece sono divisi per area geografica (Nord, Centro e Sud) e sono rilevati giornalmente. Si possono ricevere, per lo stesso prodotto anche più messaggi di risposta poiché sono analizzati anche i prezzi di almeno 3 varietà.

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E' primavera-Bio

pubblicato da Marina

Il logo di Primavera bioUn calendario fitto di appuntamenti: laboratorio del pane, corsi orto-terapia, abbinamento vino e jazz, mercatini di prodotti tipici, insomma un mese, quello che si apre oggi e fino al 18 maggio che porterà il biologico di primavera in mostra per lo stivale.
Primavera bio, giunta alla settima edizione, è l’iniziativa, voluta dall’A.I.A.B (associazione italiana agricoltura biologica) per mettere in contatto le fattorie a coltivazione biologica con i neofiti o i visitatori già esperti.

“Quest’anno la Primavera Bio acquista un significato particolare, a pochi giorni dalle elezioni, in cui ha vinto l’unico candidato che non ha firmato l’appello per un’agricoltura libera da Ogm, e in cui il tema dell’agricoltura di qualità è scomparsa dall’agenda elettorale”. Andrea Ferrante, Presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica spiega così l’importanza della campagna a cui hanno aderito Legambiente, Libera Terra, Arci e Federparchi.

Primavera bio in questa edizione assume un valore particolare che come ricorda Anna Ciaperoni, responsabile Agricoltura Sociale di AIAB: “Abbiamo deciso di mettere al centro della manifestazione le fattorie sociali, che danno lavoro a persone svantaggiate e marginali come i disabili, gli ex carcerati e gli ex tossico dipendenti”.

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Sarkò riorganizza il Mediterraneo

pubblicato da Marina

Una curisosa espressione del presidente SarkozySe Putin ha consegnato il 2 di picche a Bush durante il negoziato per l’allargamento della NATO nell’Est Europa con la Polonia che fa da ago della bilancia, Monsieur Sarkozy pensa all’allargamento del Mediterraneo, alla sua riorganizzazione e ad un futuro agroalimentare.

Il presidente francese - più noto come marito di Carla Bruni- già dagli inizi del mese scorso , complice la mediazione di Frau Angela Merkel, ha rispolverato il vecchio “Processo Barcellona” ribattezzato per l’occasione UPM- Unione per il Mediterraneo, in pratica una zona di libero scambio attiva dal 2010 . Monsieur Sarkò ha chiamato a raccolta i 27, più nove banche e una compagnia di assicurazioni (il gossip economico bisbiglia i loro nomi ma io non essendone sicura taccio) .

Tra gli entusiasti del progetto, inutile dirlo: spagnoli, italiani, francesi e greci. Soprattutto gli italiani con quella Sicilia così spinta nelle acque mediterranee e soprattutto con quasi tutti i terreni vocati alla produzione biologica. Meno entusiasti, per non dire scontenti, i paesi a Nord. Ma d’altronde dopo aver strappato alla Fisher Boel lo zuccheraggio dei mosti, a discapito dei vini col pedigree francesi e italiani, come dire? Potevano giocarsi davvero poco sul piano della negoziazione.

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Vino: restrogusto al veleno

pubblicato da Marina

Vini avvelenati: attenzione alle etichette e al prezzoNei giorni in cui il Vinitaly consacra la bevanda nazionale vettore dell’export agroalimentare “Made in Italy” , louie ci segnala il reportage curato da l’Espresso in edicola questa settimana dove si denuncia la messa in vendita di 40 mila bottiglie di vino avvelenato.

Le aziende coinvolte sono già 20: otto si trovano al Nord, in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia. Con i veleni sono state confezionati 70 milioni di litri e messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore per un totale di 40 milioni di fiaschi e confezioni di tetrapack d’ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

Tutto solo per soldi: con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità. L’istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo.

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Argentina, agricoltori sciopero ad oltranza

pubblicato da Marina

Supermercati vuoti, blocchi stradali, sospensione delle forniture. L’Argentina vive la sua nuova crisi economica. Questa volta sul piede di guerra gli agricoltori che protestano contro gli aumenti sui prodotti da esportazione, decisi dal decreto presidenziale dell’11 marzo, che fanno schizzare le tasse fino al 45% in più. Le associazioni degli agricoltori argentini hanno deciso di proseguire lo sciopero in atto da 19 giorni, a seguito della reticenza del governo a ritirare le sue proposte di stretta fiscale.

L’aumento della pressione fiscale colpisce soprattutto gli esportatori di soia, leguminosa di cui l’Argentina è il terzo produttore mondiale e che rende al Paese circa 12 miliardi di dollari all’anno. Secondo i sindacati l’aumento metterebbe in ginocchio soprattutto i piccoli e medi produttori, protagonisti, secondo molti analisti, della ripresa economica argentina dopo la crisi del 2001.

Aumenti simili, comunque, sono previsti anche sul granoturco e su molti altri prodotti agricoli.
La protesta degli agricoltori è stata sposata anche dagli autotrasportatori, che hanno bloccato buona parte delle principali arterie di comunicazione del paese. Sugli scaffali dei supermercati scarseggiano da tempo carne, latte e derivati.

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La Nestlè teme i biocarburanti

pubblicato da Marina

Il marchio NestlèNestlè ha paura dei biocarburanti? O Nestlè spiana il terreno alla speculazione? Dalle colonne del giornale svizzero “’Nzz am Sonntag ”, il presidente di Nestlè, Peter Brabeck-Letmathe lancia il suo allarme: “Se si pensa di usare i biocarburanti per soddisfare la domanda crescente di prodotti alimentari non avremo più nulla da mangiare- ha sottolineato il numero uno del colosso alimentare nell’intervista al domenicale svizzero -Garantire enormi sovvenzioni alla produzione di biocarburanti è moralmente inaccettabile e irresponsabile”, ha aggiunto.

Secondo Brabeck mentre la concorrenza di mercato sta facendo volare il prezzo di mais, soia e grano le aree coltivabili diventano sempre di meno e anche le fonti idriche sono a rischio.
Intanto, l’Italia si attrezza e ha aumento la sua superficie coltivabile destinata ai cereali del 18% come rileva l’Ismea con incrementi più evidenti in Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Un fenomeno comunque accompagnato da una forte espansione delle semine anche nelle aree più tradizionali del Sud, in particolare in Puglia e Sicilia.

Anche Federalimentare fa proprie le preoccupazioni espresse da Brabeck : per produrre un litro di biodiesel infatti occorrono l’equivalente di circa 4000 litri di acqua ed un ettaro di terra.
E se il petrolio, il cui costo costituisce l’ago della bilancia per determinare il prezzo dei prodotti energetici (combustibili, lubrificanti, energia elettrica), dopo i picchi oltre i 100 dollari a barile raggiunti di recente, potrà assestarsi negli anni successivi, sebbene possa mantenere livelli medio-alti; allo stesso modo potranno crescere in maniera sostenuta i prezzi di fertilizzanti e concimi. Infine, effetti di trascinamento dell’impennata dei prezzi dei cereali sono attesi anche per i semi oleosi, e attraverso i mangimi, per i listini dei prodotti zootecnici.

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