In Algeria è scoppiata la guerra dei generi alimentari. Da circa qualche mese i prezzi sono raddoppiati. Farina, olio da cucina e zucchero hanno raggiunto prezzi record.
Accanto alla disastrosa situazione dei prezzi anche l’aumento vertiginoso della disoccupazione. A protestare sopratutto i giovani.
Replica alle proteste Mustapha Benbada ministro per il commercio che ha invitato grossisti e grande distribuzione a abbassare i margini di guadagno su olio e zucchero.
Via | Le Temps d’Algerie

Abbiamo già parlato della marea nera su Ecoblog, ma quello che può sfuggire è la grande area interessata da questo disastro ambientale. Il sito “If it was my home“, dal chiaro titolo, permette di far comprendere a chiunque la portata e l’ampiezza territoriale di un simile inquinamento: basta inserire il nome di una qualsiasi città del mondo per rendersi conto dell’importanza e della serietà di questa vicenda.
E come potete vedere voi stessi dalla foto, inserendo Milano, tocca Innsbruck e arriva persino in Svizzera e Francia…
Greenpeace è spesso al centro dei nostri post. Oggi lo è per due sue azioni. La prima è avvenuta ieri a Bruxelles, dove i ministri dell’Ambiente stanno decidendo sul sistema di valutazione dei rischi OGM, qualche giorno dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato due pareri scientifici favorevoli alla coltivazione di tre varietà di mais OGM.
Tutto questo è avvenuto nello stesso periodo in cui una ricerca dell’università di Vienna ha osservato che, nel lungo periodo, la fertilità di topi nutriti con mais OGM è risultata molto indebolita rispetto a quelli alimentati con prodotti naturali. E i topi OGM hanno anche generato una prole ridotta di numero e di peso.
La seconda azione invece, è avvenuta per protestare contro quello che definiscono lo scandalo del primo certificato “di olio di palma sostenibile”. Un ‘commando’ di militanti del gruppo ambientalista ha ‘assalito’ la Gran Couva, una nave ormeggiata nel porto di Dumai, in Indonesia, che aveva nella pancia un carico di 27.000 tonnellate di olio di palma. Uno degli attivisti è riuscito ad incatenarsi all’ancora della nave e ha resistito per ore agli attacchi dell’equipaggio. Si possono vedere tutte le immagini dell’azione cliccando qui.
Continua a leggere: Azioni di Greenpeace in Indonesia e a Bruxelles
Ma è veramente privilegio di un’élite usare i detersivi biologici? Oppure si può ripensare un diverso modo di detergere, con un occhio all’economia e uno all’ambiente?
Da queste domande nasce la guida “Detersivi bioallegri” (ed.Emi) dopo che dal 2005 un gruppo di persone, proveniente dalle più disparate esperienze, ha iniziato a scambiarsi idee sul modo di pulire sia l’ambiente sia la persona, partendo dal concetto di rispetto. E iniziando un vero e proprio laboratorio dove sperimentare le “pozioni magiche detergenti”.
Ne è venuto fuori prima un sito biodetersivi che accompagna il lettore e futuro utilizzatore delle “pozioni” alla riscoperta degli ingredienti più umili: aceto, bicarbonato, succo di limone e acqua bollente. Possono sembrare i rimedi della nonna. E in parte lo sono, tranne che per la consapevolezza che è tutto scientificamente provato.
Un naso elettronico per riconoscere la qualità di vari tipi di formaggio, di olio di oliva, di caffè e di sfarinati; i raggi X per verificare l’assenza di corpi estranei negli alimenti e in particolare di frammenti pericolosi nelle olive denocciolate; un fascio laser per valutare l’integrità del processo di imbottigliamento dell’acqua; o la spettroscopia NIR per testare senza toccarla, il grado di maturazione della frutta. Non siamo in una industria agroalimentare ma a “Science for food” che si tiene a Napoli alla Città della Scienza fino al 22 aprile.
Science for Food nasce nell’ambito del progetto TIME (Tecnologie Innovative per il Mezzogiorno) e si articola in una mostra interattiva - che consente di vedere all’opera alcuni dispositivi per l’analisi e il trattamento dei cibi sviluppati da INFM-CNR realizzata in collaborazione con CNR-PSC per riflettere sull’innovazione tecnologica nel settore agroalimentare.
Due exhibit interattivi all’inizio del percorso presentano in modo semplice e suggestivo le idee comuni agli esperimenti proposti: servono a illustrare quanto è impegnativo - in termini di conoscenze di base e di tecnologie utilizzate - trasformare un’idea in un prodotto certificato.
Questa notizia è troppo bella per essere vera? Giudicate voi. La Agri-Energy, compagnia inglese del Galles, ha progettato di costruire un impianto da 50 milioni di sterline per convertire l’olio usato dai fast food in biodiesel e elettricità.
McDonalds e Burger King sono partner di questa iniziativa, che intende raffinare l’olio di cottura usato e altri componenti naturali per la produzione, attraverso un impianto da 35 megawatt, di energia per almeno 60.000 abitazioni.
Continua a leggere: Olio esausto dei fast food diventa carburante
Ieri e oggi Slow Food è impegnata nella presentazione della Guida Extravergini 2007, ovvero una guida completa agli olii extravergini più pregiati di Italia.
Questo appuntamento rappresenta anche un’occasione per fare il punto della situazione della qualità di uno dei prodotti alimentari più pregiati del nostro paese. E quest’anno tra i temi sottolineati c’è il clima che cambia e l’influenza che questo avrà sui nostri olii.
Ebbene, la realtà è che già si notano dei cambiamenti. Ovvero, il clima cambia e l’olio lo segue, migrando verso nord.
Tra gli oltre 2000 olii assaggiati e i 883 promossi, si vede come le regioni settentrionali migliorano - più che in quantità - in qualità. La Romagna raddoppia le segnalazioni di eccellenza, la Lombardia ottiene il primo “Tre Olive” (il massimo riconoscimento di qualità), il Veneto anche si migliora nelle segnalazioni.
Il primato rimane alle regioni tradizionalmente famose per l’olio (Toscana, Sicilia, Umbria e Lazio), ma attenzione al nuovo che avanza… “grazie” (si fa per dire) al clima che cambia.